Giudizio analisti titolo Atlantia

di Stefania Russo Commenta

Nonostante le previsioni Atlantia relative all'esercizio 2012 siano positive, nel corso degli ultimi mesi numerosi...

Nonostante le previsioni Atlantia relative all’esercizio 2012 siano positive, nel corso degli ultimi mesi numerosi analisti hanno rivisto al ribasso la loro valutazione sul titolo a fronte dei rischi a cui risulta ancora esposta l’Italia in termini di debito sovrano e all’incertezza in merito al futuro della zona euro e della sua valuta.

Il gruppo, infatti, risulta molto esposto a questi fattori, come dimostra il crollo registrato dal titolo nel periodo che va da giugno a settembre 2011, quando a causa dell’aumento dello spread BTP-Bund e dell’intensificarsi dei timori sulla crisi del debito sovrano, nonché dei timori in merito a possibili interventi di carattere fiscale da parte del governo, il titolo è passato dagli oltre 15 euro di giugno ai poco più di nove euro di settembre.

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Nonostante le revisioni al ribasso attuate nel corso degli ultimi mesi, tuttavia, sono ancora numerosi gli esperti che continuano a consigliare l’acquisto del titolo. Tra questi figurano gli analisti di Deutsche Bank e quelli di Kepler, che mantengono rating “buy” sul titolo alla luce dell’elevata visibilità sui flussi di cassa nel medio-lungo periodo, nonché della crescita delle tariffe sulla base di investimenti già programmati garantita dal contratto di concessione.

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Gli analisti di Equita hanno invece recentemente portato il loro giudizio sul titolo da “buy” a “hold” alla luce dei timori su una possibile riduzione del traffico, mentre gli analisti di Banca Imi hanno recentemente confermato il rating “add” in quanto ritengono che siano stati definitivamente superati i rischi regolatori e che quindi Atlantia risulti sottovalutata rispetto ai suoi principali competitor.

Per analoghe motivazioni hanno confermato rating “outperform” gli esperti di Mediobanca e Cheuvreux, mentre al contrario giudizio negativo è espresso da Fidentis, che è recentemente passata da “hold” a “sell” in quanto ritiene che il rischio di riduzione del traffico sia sottostimato dal mercato.

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