Indebitamento aggregato Fondiaria Sai Unipol

di Stefania Russo Commenta

Diversi analisti hanno espresso dubbi in merito alla fusione tra Unipol, Premafin, Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni...

Diversi analisti hanno espresso dubbi in merito alla fusione tra Unipol, Premafin, Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni, in quanto ritengono che esista un concreto rischio di insorgenza di diverse problematiche di entità tale da superare le possibili sinergie.

A preoccupare è soprattutto il livello di indebitamento delle società coinvolte. Ai dati attuali, infatti, il debito dell’aggregato potrebbe aggirarsi intorno ai 2,7 miliardi di euro.

FONDIARIA SAI POSSIBILE INGRESSO NUOVI SOCI

Premafin, infatti, presenta un debito di 322 milioni di euro, Fondiaria Sai al 31 settembre 2011 risultava indebitata per 1.354 milioni di euro mentre Unipol presenta un indebitamento di circa un miliardo, di cui 400 milioni sono rappresentati da prestiti con Mediobanca e 600 milioni da bond con scadenza 2021 e 2023.

TUTTI I DIVIDENDI 2012 BORSA ITALIANA

Riguardo all’indebitamento è doveroso precisare che se l’operazione dovesse andare in porto per Premafin si aprirebbe la strada per una rinegoziazione del debito con le banche creditrici, per cui sarebbe più che probabile un allungamento delle scadenze, anche se in questo modo il problema verrebbe solo rimandato e non risolto.

Non mancano però altri tipi di problematiche. Tra queste figura il trattamento che verrà dato alle varie categorie di azioni coinvolte nell’operazione. Per quanto riguarda le azioni di risparmio, in particolare, è già stato annunciato che in sede di aumento di capitale verranno emessi nuovi titoli in relazione ai quali, venendo meno il valore nominale, la riserva statuaria in termini di dividendi verrà legata la prezzo di emissione. Ne deriva quindi che ci saranno due diverse tipologie di azioni di risparmio e che, secondo alcuni analisti, probabilmente quelle di nuova emissione fortemente legate al prezzo di emissione non risulteranno particolarmente attraenti.

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