Ipotesi maxi dividendo Parmalat nel 2012

di Stefania Russo Commenta

A Piazza Affari il titolo Parmalat continua a viaggiare in territorio positivo segnando a metà mattinata un rialzo...

A Piazza Affari il titolo Parmalat continua anche oggi a viaggiare in territorio positivo segnando a metà mattinata un rialzo di oltre due punti percentuali a 1,735 euro.

Ad influire positivamente sull’andamento del colosso attivo nel settore alimentare sono soprattutto le indiscrezioni di stampa circolate nel corso degli ultimi giorni e che parlano della possibilità che l’azienda decida di uscire dal listino milanese, a cui si aggiungono quelle che invece ipotizzano la distribuzione agli azionisti un maxi dividendo.

BILANCIO PARMALAT PRIMO SEMESTRE 2011

L’ipotesi delisting, in particolare, non è stata esclusa dagli analisti, nonostante sia stata oggetto di smentite da parte dei vertici della società.

PREVISIONI DIVIDENDI E EPS ESERCIZIO 2011 SECONDO IL CONSENSUS

Per quanto riguarda, invece, la possibile distribuzione di una maxi cedola, si parla di una politica dei dividendi che vede un payout del 50% fino al 2020. Le stime degli analisti, più ne dettaglio, vedono la distribuzione nel corso della prima parte del 2012 in relazione all’esercizio 2011 di un dividendo pari a 0,05 euro per azione, ossia in crescita rispetto al dividendo pari a 0,036 euro per azione distribuito lo scorso anno. Tale previsione sarebbe stata formulata sulla base delle indiscrezioni circolare a metà gennaio sui risultati realizzati nel corso dell’esercizio 2011.

Non è un caso, dunque, che il titolo Parmalat figuri tra quelli che, in base alle previsioni, saranno i titoli azionari ad alto rendimento nel 2012. Nonostante questo, tuttavia, la maggior parte degli analisti preferisce mantenere una certa cautela sul titolo e attendere che vengano resi noti i risultati definitivi in merito all’esercizio 2011, soprattutto perché si attende ancora una forte pressione nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime e delle pressioni sui prezzi dettati dalla congiuntura economica negativa.

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