Piano industriale Banca Popolare Emilia Romagna 2012-2014

di Stefania Russo Commenta

Il piano industriale 2012-2014 della Banca Popolare dell'Emilia Romagna non è stato accolto positivamente dal mercato...

Il piano industriale 2012-2014 della Banca Popolare dell’Emilia Romagna non è stato accolto positivamente dal mercato, a Piazza Affari il titolo viaggia infatti in territorio negativo segnando una flessione di oltre un punto e mezzo percentuale a 6,425 euro.

Tale piano, in particolare, prevede un utile netto consolidato pari a 348 milioni di euro al 2014 e a 481 milioni al 2016. Il Core Tier 1 ratio al 2014 dovrebbe attestarsi al 9,2% mentre l’obiettivo di Common Equity Ratio è all’8,4%, ossia la soglia minima al di sotto della quale l’istituto di vigilanza prevede che un istituto di credito delle dimensioni di Bper non debba scendere.

COPERTURA BANCHE ITALIANE AVVIATA DA ING

Secondo il piano industriale, inoltre, i crediti alla clientela saranno pari a 54,577 miliardi nel 2014 e a 58,91 miliardi nel 2016, mentre la raccolta diretta dovrebbe risultare pari rispettivamente a 53,830 miliardi e a 57,702 miliardi.

NOVITÀ BANCHE DECRETO LIBERALIZZAZIONI

Tra gli interventi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi del piano figura una semplificazione dell’assetto organizzativo del gruppo, soprattutto attraverso quattro operazioni di fusione che coinvolgeranno altrettante banche controllate, ossia Merliorbanca, Banca Popolare di Aprilia, Carispaq e Banca popolare di Lanciano e Sulmona, che saranno quindi tutte incorporate in Bper.

Lo stesso piano prevede inoltre anche altri interventi, riguardanti cinque principali ambiti: il commerciale, il patrimoni e rischi, le risorse umane, le “Operations” e il “Governo e presidio del business”. Per quanto riguarda le risorse umane, in particolare, il piano prevede l’uscita di 450 unità nell’arco del triennio 2012-2014.

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