Titolo Enel bocciato dagli analisti

di Stefania Russo Commenta

A Piazza Affari il titolo Enel continua a viaggiare in territorio negativo anche oggi. Dopo le forti perdite registrate...

A Piazza Affari il titolo Enel continua a viaggiare in territorio negativo anche oggi. Dopo le forti perdite registrate ieri a seguito del downgrade arrivato da JP Morgan, che ha comunicato di aver tagliato la raccomandazione sul titolo da “overweight” a “neutral” e il target price da 4 a 3,5 euro, oggi il titolo Enel è stato colpito da nuovi e pesanti downgrade.

Tra questi figura il declassamento attuato dagli analisti di Ubs, che hanno comunicato di aver portato il rating da “neutral” a “sell” e il target price da 3,25 a 2,75 euro.

PREVISIONI DIVIDENDO ENEL 2012-2015 SECONDO UBS

Gli analisti della banca elvetica hanno spiegato di aver deciso di tagliare il loro giudizio sul titolo del colosso energetico italiano a fronte di un peggioramento dei fondamentali nel mercato domestico dell’energia, motivo per il quale hanno deciso di tagliare anche le stime Eps 2011 da 0,44 a 0,42 euro per azione e 2012 da 0,45 e 0,40 euro per azione, nonché le stime sul dividendo del 15%. Gli analisti di Ubs citano anche la domanda deludente che continua a peggiorare e l’outlook negativo sulla redditività delle attività di generazione domestica di energia.

RENDIMENTO DEFINITIVO OBBLIGAZIONI ENEL 2012

Contestualmente e per analoghe motivazioni hanno rivisto la loro valutazione sul titolo anche gli esperti di Barclays, che hanno portato il rating da “overweight” a “equal weight” e il target price da 5,2 a 3,7 euro, e gli analisti di Cheuvreux, che hanno invece declassato il titolo Enel portando il rating a “underperform” (mentre prima era nella sua selected list) e il target price da 4,2 a 3,2 euro.

Gli analisti di Equita hanno invece ridotto il target price a 4,1 euro a seguito della riduzione delle stime dell’ebitda del 3% a 16,9 miliardi di euro per il 2012 e del 4%/5% per il periodo 2013-2016. Le stime sull’utile sono invece state tagliate del 4% a 3,7 miliardi di euro per il 2012 e del 10-12% per il periodo 2013-2016.

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