Ipo 2011 settore moda: Prada, Ferragamo, Moncler e Samsonite

di Stefania Russo 2

Se solo fino a pochissimo tempo fa la quotazione in Borsa era vista soprattutto come un'opportunità per reperire nuove risorse, oggi è diventata..

Se solo fino a pochissimo tempo fa la quotazione in Borsa era vista soprattutto come un’opportunità per reperire nuove risorse, oggi è diventata una vera e propria opportunità mediante la quale sempre più aziende puntano a far crescere il proprio business e ad incrementare la propria visibilità.

Tra le aziende che hanno adottato questa politica, nel corso dell’ultimo periodo spiccano soprattutto quelle attive nel settore della moda, tra cui figurano Prada e Samsonite, che hanno scelto la Borsa di Hong Kong per puntare su un mercato in forte crescita, e Ferragamo e Moncler, che hanno invece scelto la Borsa di Milano, soprattutto per puntare sulla forza del made in Italy.


La quotazione in Borsa è infatti diventata un fattore strategico sul fronte della competitività, nonchè uno strumento per reperire nuove risorse necessarie a cogliere nuove opportunità di investimento. Basti pensare che Prada, dopo aver rinviato diverse volte l’Ipo, il cui dossier era stato aperto proprio con l’obiettivo di restituire il debito accumulato, pochi giorni fa nel rendere noti i dettagli della quotazione in Borsa Prada ha fatto sapere che il 75% dei ricavi servirà per espandere il business nei prossimi 12-18 mesi, mentre solo il restante 15% verrà utilizzato per il pagamento dei debiti. La decisione di procedere alla quotazione in Borsa, dunque, non è più dettata dalla necessità di restituire i debiti ma dalla voglia di accelerare lo sviluppo internazionale del gruppo.

Stessa cosa vale anche per le altre aziende attive nel settore della moda e che hanno annunciato lo sbarco in Borsa entro la fine dell’anno. L’obiettivo di crescita ingloba anche una maggiore visibilità e un indiscusso rafforzamento del brand delle aziende quotate in Borsa, nonchè la possibilità di attirare a sé manager qualificati con maggiore facilità e quella di rispondere meglio alle esigenze di espansione proprie delle aziende del settore moda.

Dal punto di vista del valore dell’Ipo, per Prada si parla di 11 miliardi circa, per Ferragamo di 2,25 miliardi e per Moncler di 1,28 miliardi.

Commenti (2)

  1. Per Prada sembra che sia la volta buona ! Peccato che Bertelli e Miuccia Prada non abbiano ancora chiarito il motivo per cui la quotazione avverrà alla Borsa di Hong Kong. Di sicuro la piazza di HK offre maggiore elasticità per chi non ha i conti in ordine. Per questo motivo Prada non si sarebbe potuta quotare, ne in Europa, ne in Usa. Altra cosa da chiarire è il valore complessivo che Bertelli e soci (famiglia Prada e Banca Intesa in primis) attribuiscono all’azienda. Senza dubbio l’azienda è degna rappresentante del made in italy, e con i suoi negozi sparsi in tutto il mondo riesce bene a bilanciare le perdite e i profitti, ma 8 mld di euro sono davvero troppi. Infatti, questa è la cifra che vorrebbero far valere l’azienda in sede di quotazione gli advisor e la proprietà. Peccato che Prada, nonostante rappresenti il fiore all’occhiello dell’Italia ne valga molto meno. Solo nel 2006 (anni d’oro per la finanza e le economie) Banca Intesa l’aveva valutata meno di 2 mld di euro entrando così al 5% nell’azienda. Adesso vorrebbero far credere agli investitori, che dopo la crisi mondiale che ha visto andare in fumo fatturati e utili di tutte le aziende del pianeta, il valore di Prada è quadruplicato ?
    Attualmente tutta Prada non vale più di 1,8 mld di euro.
    Siamo alle solite! Perche ? Ve lo spiego: in fase di quotazione si sopravvaluta enormennte un’azienda e si immette sul mercato una percentuale che solitamente oscilla tra il 20% e il 30%. Il guadagno di borsa per Bertelli servirà per riacquistare le azioni che dopo qualche tempo valgono 1/4 del valore iniziale. Che dire di più ? Tanti auguri agli incauti investitori.

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