L’Eurostat sancisce la frenata del Pil dell’Unione Europea

di Matteo Moneta Commenta

Se si guarda all'insieme dell'Ue a 28 si è registrato un più 0,2 per cento tra il primo e il secondo trimestre e un più 1,2 per cento su base annua, di conclude Eurostat.

È stata nuovamente confermata da Eurostat la battuta d’arresto dell’economia avutasi in Europa: nel secondo trimestre infatti il Pil ha registrato una crescita zero in confronto ai tre mesi precedenti, stando a un primo aggiornamento dei dati che sono stati appunto diffusi da Eurostat, in linea con quanto già riportato nella stima preliminare. Nei primi tre mesi dell’anno il Pil aveva fatto registrare un piu’ 0,2 per cento.Nel paragone su base annua il Pil ha segnato un piu’ 0,7 per cento, evidenziando in questo modo un rallentamento dal piu’ 1 per cento del primo trimestre.

Euro in calo dopo il rafforzamento del dollaro Usa

A far sì che ci fosse un indebolimento del quadro, stando ai dati che sono stati messi a disposizione dall’ente di statistica Ue, sono stati  soprattutto gli investimenti e l’andamento delle scorte delle imprese. Al contrario, è andata bene nei comparti in cui i consumi delle famiglie hanno dato un contributo positivo alla crescita, mentre il commercio con l’estero ha invece dato un impatto neutro.

L’Italia risulta essere tra i soli cinque paesi dell’intera Unione europea ad aver fatto registrare un calo del Pil, pari allo 0,2 per cento, ma con la grande compagnia della Germania, prima economia dell’area che anche essa a sua volta ha fatto registrare una contrazione della stessa portata. In Francia il Pil è invece restato invariato su base congiunturale. Se si guarda all’insieme dell’Ue a 28 si è registrato un più 0,2 per cento tra il primo e il secondo trimestre e un più 1,2 per cento su base annua, di conclude Eurostat.

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