A settembre è il caso di investire sull’EURO?

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Se c’è una cosa che piace agli investitori è la capacità predittiva degli analisti. Essere in grado di trovare il filone giusto d’investimento e farlo prima degli altri è fondamentale per il proprio portafoglio. Ecco allora alcuni suggerimenti per chi ha messo gli occhi sull’euro nel mese di settembre. 

L’euro si è rafforzato negli ultimi giorni grazie all’atteggiamento molto accomodante tenuto dalla BCE che nell’ultima riunione ha lasciato aperte un sacco di opportunità per chi ha intenzione di investire nella moneta unica sul breve termine. Non è ancora facile individuare cosa succederà ma è certo che occorra investire nell’euro.

L’evento che farà da spartiacque è la riunione della BCE che non ha modificato il corridoio di riferimento per i tassi. Il tasso centrale refi infatti, resta allo 0% con il tasso di rifinanziamento marginale anch’esso stabile allo 0,25%. Il tasso di depositi negativo invece è al -0,4%. La Banca centrale si avvia verso una riunione, la prima post Brexit per cui ci dovrà essere anche una revisione delle stime.

Gran Bretagna

Sicuramente importante il fatto che la Banca ha prodotto una lieve revisione delle proiezioni per il Pil e per l’inflazione, che si sono trasformate in un taglio delle stime sul PIL dello 0,10% per l’anno in corso e anche per il biennio successivo. Il Pil diventa quindi +1,5% per il 2016 e + 1,6% per il 2017 e per il 2018.

Rispetto al profilo di inflazione, le nuove previsioni parlano del CPI in crescita a +0,2% nel 2016, come per le stime di giugno, mentre è stato rivist verso il basso il valore per il 2016, da 1,3% a 1,2% su base annua, confermando il punto di arrivo a 1,6% a/a per il 2018.

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