Euro-Dollaro: discesa negativa

Il Cambio euro-dollaro è ancora in difficoltà. Nella giornata di oggi è sceso sotto quota 1,12 aggirandosi anche a quota 1,11935 e chiudendo con un calo del 3,2% in confronto al 3 maggio scorso, data in cui aveva toccato e superato la soglia di 1,15, archiviando la seduta a 1,1569.

Euro

In confronto all’inizio dell’anno, la moneta unica rimane più forte del 2,8% nei confronti del dollaro statunitense.

Così gli esperti:

Che cosa succedendo? Vi ricordate quella divergenza attesa nell’ultima parte del 2015 tra la politica monetaria a medio termine della Federal Reserve e quella della BCE? Ebbene, dopo una sosta di circa quattro mesi, ha iniziato a riprendere vigore. Le dichiarazioni dei banchieri centrali dei due istituti segnalano un cammino in direzione tendenzialmente opposta. James Bullard, governatore della Fed di St.Louis, ha spiegato da Pechino, dove partecipa a un convegno, che sarebbero tre i fattori alla base di una normalizzazione a breve della politica sui tassi USA: miglioramento del mercato del lavoro, la risalita dell’inflazione al target del 2% e il venir meno delle tensioni internazionali.

Nella giornata di venerdì il cambio euro/dollaro aveva fatto registrare un recupero celere, con le quotazioni che sono risalite verso 1,1240. Malgrado questo rimbalzo la situazione tecnica di breve termine rimane precaria, con diversi indicatori che registrano un chiaro rafforzamento della pressione ribassista. Da un punto di vista grafico, tuttavia, un nuovo segnale short arriverà solo con il cedimento di 1,1180, con un primo target a 1,1150 e un secondo obiettivo in area 1,1110-1,11. Un ulteriore recupero dovrà invece affrontare un primo ostacolo a ridosso 1,1280-1,1290 e una seconda barriera a 1,1340-1,1350. Difficile, in particolare, il ritorno sopra quest’ultimo livello.