La Banca centrale russa mantiene i tassi invariati e il Rublo vola

di Matteo Moneta Commenta

Il cambio si è ulteriormente apprezzato, portandosi a 67,5939 contro il biglietto verde, sostenuto anche dal rialzo del Brent, che guadagna l’1,47%, attestandosi a 42,15 dollari al barile.

La banca centrale russa ha un presagio: da qui a un anno, l’inflazione nel paese sarà del 6%, ben al di sopra del target del 4%, anche se in deciso rallentamento dal picco del 16,4% raggiunto nel corso del 2015.

A gennaio, la corsa dei prezzi ha rallentato sotto il 10%. Anche in considerazione di ciò, l’istituto ha mantenuto inalterati all’11% i tassi di riferimento, in considerazione dei “rischi elevati” sull’inflazione, nonostante il recupero del rublo e le migliorate condizioni esterne sui mercati.

Alla notizia, il cambio si è ulteriormente apprezzato, portandosi a 67,5939 contro il biglietto verde, sostenuto anche dal rialzo del Brent, che guadagna l’1,47%, attestandosi a 42,15 dollari al barile. Eppure, il bilancio pubblico è stato basato sulla previsione di quotazioni medie del greggio a 50 dollari, per cui ai livelli attuali si rischia un deficit fiscale più ampio di quanto stimato, considerando che oltre il 40% delle entrate statali derivano dalla vendita di petrolio e gas.

L’istituto considera il rally del petrolio “insostenibile”, tenuto conto dell’eccesso persistente dell’offerta sul mercato, dell’aumento della produzione dell’Iran dopo la fine delle sanzioni e del rallentamento dell’economia in Cina. Per questo, stima le quotazioni medie per quest’anno a 30 dollari al barile (sotto i livelli attuali di oltre il 25%) e a 40 dollari al 2018.

Oggi, un barile di Brent vale in Russia un ricavo di quasi 2.850 rubli, circa il 20% in più del 21 gennaio scorso, quando il rublo crollò ai minimi storici di 82,3970 a fine seduta contro il dollaro. Ciò significa che il cambio si è rafforzato meno di quanto non siano risaliti i prezzi del greggio e ciò dovrebbe allontanare il timore di una possibile immediata inversione di tendenza sul mercato valutario, nel caso in cui si arrestasse il rally dell’oro nero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>