Bce: “Prospettive economiche squilibrate nell’Area Euro”

di Matteo Moneta Commenta

Le prospettive economiche in Europa rimangono molto diverse danneggiando l'economia

La Banca Centrale Europea avverte l’Italia sugli obiettivi di bilancio: “permangono rischi sul conseguimento degli obiettivi di deficit 2014”, pari al 2,6 per cento del Pil, dice l’istituzione monetaria nel suo ultimo bollettino mensile. Questo “specialmente a causa dell’andamento dell’economia peggiore del previsto”, è scritto. Per tale motivo, continua la Bce, è fondamentale che in Italia venga “ulteriormente rafforzata la posizione di bilancio”, così da garantire l’applicazione del Patto di Stabilità e di crescita inerente alla diminuzione del rapporto debito-Pil.

Il complesso di variabili, positive e negative che interessano le prospettive economiche dell’area euro persiste ad essere squilibrato verso l’indebolimento, asserisce il bollettino mensile.  “In particolare, la perdita di slancio dell’economia può frenare gli investimenti privati e gli accresciuti rischi geopolitici potrebbero esercitare un ulteriore impatto negativo sulla fiducia di imprese e consumatori”.

La svalutazione della sterlina negli ultimi anni e la tendenza per i prossimi

“Un altro rischio al ribasso – è scritto – è connesso a riforme strutturali insufficienti nei paesi dell’area”. L’inflazione dell’eurozona rimarrà debole nei prossimi mesi, per poi crescere progressivamente nel 2015 e 2016. E se da una parte la Banca centrale europea dichiara di ritenere che le nuove misure espansive appena messe in atto aiuteranno a farla risalire a valori più ammissibili, dall’altra però conferma che “qualora si rendesse ancora necessario, il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno a ricorrere a ulteriori strumenti non convenzionali nel quadro del proprio mandato”.

Ciò  che si desidera evitare sono i rischi “connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato”. Nello specifico il direttorio terrà i fari diretti sui probabili effetti derivanti dall’indebolimento della crescita, dagli sviluppi geopolitici, dalla tendenza del cambio e dalla trasferimento delle misure di politica monetaria utilizzate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>