Euro-Dollaro, il cambio abbandonerà presto la fase ribassista

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La discesa del cambio euro-dollaro sta continuando anche questa settimana ed ha raggiunto i minimi di aprile 2015 con la spinta della politica monetaria europea espansiva, degli ottimi dati macroeconomici statunitensi e dei timori legati agli attentati terroristici di Parigi dello scorso fine settimana.

 

Tuttavia gli analisti cambiano le prospettive del forex e ribaltano l’ipotesi di una nuova fase ribassista per il cambio euro-dollaro: l’amministratore delegato diSingapore Vulpes Investment Management ha affermato che la discesa del cambio euro-dollaro (EUR/USD) sarebbe quasi terminata e ad avvalorare la sua ipotesi è intervenuta anche UBS.

Perché dunque il cambio euro-dollaro dovrebbe cambiare direzione?

La nuova spinta ribassista di euro-dollaro deriva dalla divergenza delle politiche monetarie tra Eurozona e Stati Uniti d’America. Da una parte abbiamo la Banca Centrale Europea che prosegue il suo programma di Quantitative Easing e probabilmente lo incrementerà come preannunciato da Mario Draghi, dando vita al cosiddetto QE 2. Oltreoceano abbiamo invece la Federal Reserve che si prepara ad aumentare il tasso d’interesse ed ha definito maturi i tempi per procedere in tale direzione. Due linee divergenti che portano la major EUR/USD ad un’inevitabile discesa, la quale però potrebbe terminare prima di quanto si pensi, stando a quanto sostengono da UBS.

Il CEO di Vulpes Investment Management Diggle ha dichiarato in un’intervista che non crede in una nuova lunga discesa del cambio, mancherebbe una vera spinta dall’economia americana e lo scenario europeo non è così negativo, anzi sarebbe supportato dal motore economico della Germania.

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