Largo alla pensione integrativa per i giovani risparmiatori

di isayblog4 Commenta

Bisogna ammetterlo, aprire le famose buste arancioni inviate dall’INPS e controllare la propria posizione contributiva è un vero e proprio atto di coraggio. In un mercato del lavoro instabile, dove precariato e progetti saltuari sono all’ordine del giorno, arrivare alla pensione sembra un miraggio nel deserto, una vera e propria mission impossible.

Tuttavia, mentre in Italia ancora si fatica a parlarne, nel resto dell’Europa e negli Stati Uniti una soluzione concreta e reale al problema c’è e si chiama pensione integrativa.

Dal momento che ad accusare maggiormente il colpo del sistema previdenziale italiano saranno i giovani, uno dei vantaggi di sottoscrivere con la propria banca di riferimento dei fondi pensionistici è dato dal fatto che anche genitori o parenti possono dare il proprio contributo.

Mamma e papà potranno infatti decidere di versare anche occasionalmente una data somma di denaro, incrementando i risparmi del proprio figlio e aiutandolo soprattutto durante eventuali periodi di inattività.

 

In Italia attualmente soltanto il 15% dei lavoratori partecipa alla previdenza complementare, mentre la stragrande maggioranza della popolazione nutre una certa diffidenza nei confronti di questa forma pensionistica alternativa. Convinti che lo Stato non abbandonerà mai i suoi cittadini, ritengono la pensione integrativa uno strumento ideato da banche e assicurazioni per trarre profitto dai risparmiatori.

A chi invece ha vinto questi primi dubbi e, calcolatrice alla mano, è riuscito a fare un stima della reale cifra che potrebbe ricevere come pensione, non resta che chiedere al più presto informazioni presso il proprio istituto bancario e iniziare il prima possibile a risparmiare in vista della vecchiaia.

In alternativa alla pensione integrativa, l’Unione Europa introdurrà a breve anche una terza forma di aiuto, i PEEP (Pan-european personal pension), degli speciali piani pensionistici europei individuali che dovrebbero dare un più ampio respiro ai lavoratori e rappresentare un’ulteriore forma di aiuto e sostegno.

Articolo scritto in collaborazione con Online Sim, nota piattaforma italiana dedicata al risparmio gestito.

 

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