Export in Italia + 0,2%

di Matteo Moneta Commenta

I dati non sono dei migliori per quanto riguarda l’export in Italia. Il mercato, dall’inizio dell’anno ad oggi, ha segnato un palese diminuzione, un dato negativo che oltre ad investire la penisola italiana ha colpito anche l’economia dei principali paesi europei come: Francia, Spagna e Germania. L’unica a fare la differenza. ovvero a chiudere in modo positivo, è stata la Gran Bretagna, che si è chiaramente distinta dagli altri paesi.

Le stime dell’inizio del 2013 non avevano previsto i dati negativi che si sono verificati tra gennaio e settembre 2013, elementi che hanno visto un calo delle esportazioni italiane. Dati negativi che hanno influenzato l’intera economia italiana, colpendo maggiormente i seguenti settori economici: settore dei metalli preziosi, settore dei metalli base, settore fondiario e settore dell’area siderurgica. A differenza di quest’ultimi campi, non hanno risentito della diminuzione dell’export i seguenti rami dell’economia italiana: ramo alimentare, ramo farmaceutico, ramo tessile, ramo della gomma e della plastica e il ramo degli apparati elettrici.

Il picco negativo dell’export si è registrato tra giugno e luglio 2013 dove il calo è stato di due punti. L’unico fattore che ha lasciato in positivo il mercato dell’export è legato a quello della giornata lavorativa in più, un fattore che ha lasciato il segno positivo in questa crisi economica delle esportazioni.

I mercati, italiani ed europei, sperano in una ripresa del settore dell’esportazioni, settore troppo importante per il Prodotto interno lordo e che accentua, soprattutto per l’economia italiana, un chiaro punto debole che ha già indebolito diversi settori dell’economia interna.

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