Btp Italia 2016, è conveniente o ci sono troppi rischi?

di Matteo Moneta Commenta

Decima emissione dei Btp Italia. Sono partiti oggi ma fino a questo momento non abbiamo chiarito quale sia la cedola minima, quale la scadenza e quale l’indicizzazione. Insomma non abbiamo risposto ad una domanda importantissima: conviene davvero sottoscrivere un Btp Italia?

La cedola minima fissata ai Btp Italia è allo 0,35% con scadenza a 8 anni e indicizzato all’inflazione. L’emissione iniziata oggi è rivolta ai privati e si conclude il 19 ottobre salvo chiusura anticipata. Il titolo di stato è legato all’inflazione e ha la sua scadenza il 24 ottobre 2024.

Il contesto attuale di mercato dà suggerimenti sulle opportunità di rendimento di questi titoli. Bisogna anche capire il ruolo che gioca l’indice dei prezzi al consumo sull’investimento. Insomma questa emissione di ottobre 2016 è davvero così remunerativa? La cedola minima garantita, il premio fedeltà e il codice ISN, i rischi e le caratteristiche dell’emissione del titolo di stato legato all’inflazione vale fino alla fine di mercoledì. A metà mattinata il volume delle domande ammontava a 421,797 milioni di euro.

Adesso si parte con la seconda asta per il collocamento del BTP Italia 2016 dell’anno. Si tratta della decima emissione dalla nascita di questa tipologia di titoli legati all’inflazione, con la scadenza classica a 8 anni. La cedola minima è fissata allo 0,35% ed è più bassa della cedola garantita all’emissione di aprile allo 0,40%. Il tasso non potrà in nessun caso essere più basso della cedola indicata.

In fondo la cedola minima è un fattore importante da considerare alla luce del rendimento su questo tipo di titoli di stato che sono legati all’inflazione del Paese. In caso di deflazione il rendimento del BTP resiste anche se diventa meno interessante.

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