Analisi trend del Dollaro primavera-estate 2011

di Francesco Di Cataldo Commenta

Nell'ultimo mese il mercato del forex ha fatto registrare improvvisi rialzi anche non troppo giustificati..

Il Dollar Index ovvero il paniere che mette in relazione il dollaro americano con le principali valute estere ha messo a segno un +4,5% e questo risultato è senza dubbio positivo per l’economia americana.

Nell’ultimo mese il mercato del forex ha fatto registrare improvvisi rialzi anche non troppo giustificati. I segnali positivi del Dollaro americano si sono fatti notare soprattutto sulla valuta giapponese facendo registrare un ottimo +6,5% dato che sicuramente porta alla mente il terremoto dell’11 Marzo 2011 Non solo lo Yen è rimasto indebolito nei confronti del dollaro, ma anche la moneta unica europea ha perso un 5,7% perdita di terreno causata soprattutto dal terrore del debito pubblico di Grecia, Irlanda e Portogallo.



Il dollaro nei confronti della Sterlina inglese ha guadagnato il 3,9% e contro il Franco Svizzero il 2,9%. Tra le principali valute mondiali il biglietto verde non è riuscito a staccare sensibilmente la valuta cinese che risulta, senza ombra di dubbio, l’unica valuta in grado di rivalutarsi nei prossimi mesi e anni.

Balzo o rimbalzo del dollaro?

A inizio anno sembrava tutto migliore, l’economia globale si stava riprendendo e l’ottimismo era di casa, ma poi è arrivata la tragedia in Giappone e la crisi dell’area magrebina che ha riportato il mercato mondiale al pessimismo o quantomeno ad una rivalutazione della situazione. Il trend del dollaro è ancora negativo verso tutte le valute tranne che per lo Yen e la fase di debolezza continua.

Dati da inizio anno:

Dollaro-Franco svizzero: -5,4%;
Dollaro-Euro: -4,7%;
Dollaro-Sterlina inglese: -3%;

Recupero possibile?

Il recupero del dollaro americano nei confronti delle principali valute estere è senza dubbio possibile soprattutto pensando all’uccisione di Osama Bin Laden e al lento, ma decisivo recupero in Afghanistan che porterebbe alla riduzione dei militari e all’uscita dal territorio con una riduzione inevitabile della spesa pubblica.

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