Euro crolla a 1,30 dollari su rischio ingovernabilità in Italia

di ND82 Commenta

Il tasso di cambio euro/dollaro, che ieri saliva fino in area 1,3320 dopo gli instant pool che evidenziavano una larga maggioranza per la coalizione Pd-Sel di Bersani, è clamorosamente crollato fino a toccare questa mattina quota 1,3017

Il voto elettorale italiano è finito sulle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo e sotto la lente degli investitori internazionali, che temono l’ingovernabilità del paese a causa della risicata maggioranza ottenuta dalla coalizione di centro-sinistra di Bersani sia alla Camera che al Senato. Inoltre, l’affermazione del populismo del M5S di Grillo e il clamoroso recupero di Silvio Berlusconi rischiano di far ripiombare l’Italia in un pericoloso vortice di instabilità politica e finanziaria. Sul forex l’euro è letteralmente crollato contro tutte le principali valute mondiali.

Il tasso di cambio euro/dollaro, che ieri saliva fino in area 1,3320 dopo gli instant pool che evidenziavano una larga maggioranza per la coalizione Pd-Sel di Bersani, è clamorosamente crollato fino a toccare questa mattina quota 1,3017. La discesa si è fermata così a un passo dalla soglia psicologica di 1,30, ma nelle prossime ore potrebbe esserci un nuovo sell-off con la possibilità di un nuovo calo fin sotto 1,30.

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Ora il cambio è sui minimi più bassi delle ultime sette settimane, molto lontano dai top di inizio mese di 1,3710. Pesante battuta d’arresto per l’euro anche rispetto allo yen. Il cambio euro/yen è sceso fino a 118,70, sui minimi delle ultime cinque settimane. Ieri pomeriggio il cambio quotava ancora sopra 125. Secondo il ministro delle Finanze giapponese, Taro Aso, non è auspicabile che i tassi di cambio si muovano su e giù così rapidamente.

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L’euro è crollato anche sulla sterlina e il franco svizzero. Molto curioso il crollo del cambio euro/franco, che il 18 gennaio scorso era salito fino in area 1,2570. I prezzi si sono avvicinati a 1,21, molto vicino alla soglia-limite decisa dalla Snb a 1,20. Una situazione del genere fa capire che l’avvversione al rischio sta tornando prepotentemente sui mercati, con acquisti generalizzati sulle valute rifugio.

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