Euro verso 1,30 dollari dopo improvviso balzo tassi Usa

di ND82 Commenta

La giornata di ieri è stata caratterizzata da un brusco incremento dei tassi di interesse a lungo termine negli Stati Uniti, conseguenza diretta del costante miglioramento degli indicatori economici, come dimostrato dai recenti dati sui prezzi delle case e sulla fiducia dei consumatori

euro-dollaroLa giornata di ieri è stata caratterizzata da un brusco incremento dei tassi di interesse a lungo termine negli Stati Uniti, conseguenza diretta del costante miglioramento degli indicatori economici, come dimostrato dai recenti dati sui prezzi delle case e sulla fiducia dei consumatori. Inoltre, gli investitori iniziano a scontare la possibilità di una riduzione del piano di quantitative easing della Fed dagli attuali 85 miliardi di dollari al mese. Diversi membri del Fomc spingono per una diminuzione degli acquisti già a partire da giugno. Sul forex il dollaro è crollato.

Il tasso di cambio euro/dollaro ha messo a segno una performance davvero esaltante già nel corso della giornata di ieri, quando i prezzi sono passati da area 1,2840 a 1,2980. Stamattina gli acquisti sono proseguiti con decisione, in un contesto generale che vede il biglietto verde sotto pressione contro tutte le principali valute, tra cui sterlina, yen e franco svizzero.

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Sul cambio euro/dollaro è avvenuto un brusco incremento della volatilità in risposta all’improvviso boom del rendimento sui titoli di stato decennali americani, che ieri è salito sopra il 2,2% ai massimi da aprile 2012. Il cross Eur/Usd potrebbe effettuare un consolidamento tra 1,2960 e 1,2980, per tentare poi l’assalto decisivo alla resistenza di 1,30. In caso di superamento di questa soglia psicologica, i prezzi potrebbero spingersi almeno fino a 1,3030 -1,3050.

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Un segnale di debolezza del cambio si avrebbe solo con un ritorno delle quotazioni sotto 1,29. La sensazione è che, nonostante la volatilità e quindi l’imprevedibilità attuale del mercato sia aumentata, il cambio euro/dollaro resterà forte per il resto della seduta e forse anche nella giornata di domani, anche se le carte in tavola potrebbero cambiare nel pomeriggio con la pubblicazione del dato sul pil americano e dei sussidi per la disoccupazione.

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