Forex euro/dollaro sotto 1,31 dopo allarme Fmi e Moody’s su debito USA

di ND82 Commenta

Giornata negativa per i mercati finanziari, che ieri invece avevano messo a segno performance altisonanti a seguito della notizia dell’intesa tra Democratici e Repubblicani per evitare il fiscal cliff negli Stati Uniti

Giornata negativa per i mercati finanziari, che ieri invece avevano messo a segno performance altisonanti a seguito della notizia dell’intesa tra Democratici e Repubblicani per evitare il fiscal cliff negli Stati Uniti. Tuttavia, stamattina gli investitori sono tornati più cauti, in particolar modo dopo l’allarme lanciato dal Fondo Monetario Internazionale e dall’agenzia di rating Moody’s sulla sostenibilità del debito pubblico americano nel lungo periodo. Infatti, l’accordo sul fiscal cliff riguarda solo le imposte, ma non l’innalzamento del tetto del debito.

A fine 2012 il debito americano ha raggiunto i 16.400 miliardi di dollari, ovvero il limite legale previsto fino a questo momento. Se non sarà innalzato al più presto, c’è il rischio che il paese possa finire in uno stato di default tecnico. Moody’s ha già avvertito il governo americano che, se non adotterà misure urgenti per ridurre il debito e il deficit, prenderà in considerazione la possibilità di tagliare il giudizio di massima affidabilità creditizia.

Sul forex il dollaro americano è in netta ripresa nei confronti delle major currencies. Il tasso di cambio euro/dollaro, che ieri aveva sfiorato quota 1,33, è sceso con decisione fin sotto 1,31 toccando il minimo più basso da oltre due settimane a 1,3093. Pesante calo anche per sterlina/dollaro, ieri sopra 1,6330 e oggi in area 1,6170. Perde di nuovo quota l’oro, che torna a 1.680 dollari l’oncia dopo che ieri aveva sfiorato 1.695 dollari.

Intanto, l’agenzia di stampa statale cinese Xinhua ha criticato pesantemente il modo di gestire le finanze pubbliche da parte degli USA. Secondo Xinhua, gli Stati Uniti vanno verso “un abisso dal quale non usciranno mai”. Si tratta di un vero e proprio voto di sfiducia verso il governo americano, criticato anche per il modo in cui ha trovato l’intesa sul fiscal cliff. La Cina è il maggiore acquirente del debito pubblico americano.

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