Rischio crisi debito sovrano Giappone

di ND82 Commenta

Ieri l’agenzia di rating Fitch ha deciso di tagliare il giudizio sul merito di credito del Giappone di due livelli ad “A+” da “AA-“ con outlook negativo

Ieri l’agenzia di rating Fitch ha deciso di tagliare il giudizio sul merito di credito del Giappone di due livelli ad “A+” da “AA-“ con outlook negativo. Si tratta del rating più basso rispetto a quello delle altre due grandi agenzie: Moody’s valuta il paese del Sol Levante “Aa”3, Standard & Poor’s “AA-“. Secondo Citibank, dopo Fitch anche le altre agenzie di rating potrebbero a breve rivedere i loro giudizi sul debito giapponese di lungo periodo. Le prospettive sono ora negative per i prossimi trimestri sia per Fitch che per S&P, mentre Moodys mantiene un outlook stabile.

Il downgrade di Fitch riflette i timori per il crescente debito pubblico, che secondo l’Ocse dovrebbe raggiungere il 214,1% entro fine anno e il 222,6% nel 2013. Inoltre, il rapporto deficit/pil dovrebbe passare dal 9,9% di quest’anno al 10,1% del prossimo anno. Il debito giapponese è davvero altissimo e senza dubbio preoccupante, ma al momento il problema viene messo in secondo piano dalla crisi del debito in Europa.

PUNTARE SULLE VALUTE RIFUGIO CON LA CRISI DEI MERCATI

I titoli di stato giapponesi vengono collocati quasi totalmente sul mercato domestico, per cui è più facile tenere sotto controllo i tassi. Più della metà delle aste viene sottoscritta dai giapponesi stessi, senza contare il massiccio programma di acquisto titoli della Bank of Japan. Oggi i rendimenti dei bond governativi nipponici (JGB) si attestano intorno allo 0,11% per la scadenza annuale e allo 0,86% per la scadenza decennale.

SU QUALI VALUTE PUNTARE NEL SECONDO SEMESTRE DEL 2012

Tuttavia, secondo Bnp Paribas, se i tassi dovessero salire al 2% entro il 2015 , gli interessi sul debito aumenterebbero di 3mila miliardi di yen solo nel primo anno e il rapporto debito/pil raggiungerebbe velocemente la soglia insostenibile del 300%. Sul mercato delle valute lo yen continua ad essere inquadrato come un bene rifugio e acquistato a mani basse sia contro euro che contro dollaro.

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