Ing scommette sul Giappone nel 2013

di ND82 Commenta

Il Giappone viene considerato dagli economisti come l’eterna promessa, ma nel 2013 le cose potrebbero cambiare a seguito dell’insediamento del nuovo esecutivo targato Shinzo Abe, leader nazionalista della coalizione di centro-destra e del partito dei liberaldemocratici

Il Giappone viene considerato dagli economisti come l’eterna promessa, ma nel 2013 le cose potrebbero cambiare a seguito dell’insediamento del nuovo esecutivo targato Shinzo Abe, leader nazionalista della coalizione di centro-destra e del partito dei liberaldemocratici. La terza economia mondiale potrebbe finalmente vedere la luce in fondo al tunnel, sebbene restano elevati rischi legati all’eccessivo debito pubblico (ormai più del doppio rispetto al pil), alla deflazione e alla perdita di competitività. Secondo Ing Investment Management ci sono buone possibilità di un rilancio dell’economia del paese del Sol Levante.

Nel 2011 la borsa di Tokyo non è riuscita a fare cose egregie, a causa soprattutto del violento terremoto che colpì il paese nel mese di marzo che provocò tra l’altro gravi danni all’economia. Nel 2012 il listino azionario Nikkei-225 ha guadagnato quasi il 23%, mentre in questo inizio 2013 è volato fino a poco sotto 10.750 punti, sui livelli più alti da marzo 2011. Secondo Ing, l’elezione di Abe consentirà al paese di implementare un nuovo modello di crescita.

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La borsa di Tokyo ha grandi potenzialità e circa il 70% delle 1.600 società quotate sul Topix viene scambiata attualmente al di sotto del valore di libro. Negli ultimi dieci anni il rapporto prezzo/utili è passato da 20 a 12, mentre il rapporto prezzo/valore di libro è sceso a 0,9 da 1,2. Secondo Frame Asset Management il Nikkei-225 potrebbe salire almeno fino a 11.300 punti.

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Un fattore fondamentale per la ripresa dell’economia nipponica sarà la debolezza dello yen, che dovrebbe consentire all’export di tornare a correre. Secondo Ing, i settori più interessanti – oltre alle aziende esportatrici – sono anche quello industriale e dei materiali di base. Ing fa notare anche che gli investitori esteri sono ancora sottopesati sul Giappone, per cui l’eventuale ritorno dei flussi internazionali potrebbe favorire molto la borsa nipponica.

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