Mercati finanziari rischio ulteriore recessione

di Alessandro Bombardieri Commenta

A spingere le piazze al ribasso sono stati soprattutto i dati sul calo degli indici industriali e sull'aumento dei sussidi di disoccupazione.

E’ sempre stato così e sarà sempre così, quando gli Usa accennano alla crisi, tutto il mondo, con l’Europa in primis, ne segue l’andamento.

E’ il caso di quest’ultima ottava di borsa, che ha visto chiudere tutte le Borse mondiali in negativo, dopo dati molto poco confortanti arrivati da oltreoceano.

A spingere le piazze al ribasso sono stati soprattutto i dati sul calo degli indici industriali e sull’aumento dei sussidi di disoccupazione.

Con quest’ultima settimana di contrattazioni, si è capito che le buone trimestrali presentate dalle società americane erano soprattutto frutto di taglio di costi e di personale.

Comunque venerdì prossimo potremo avere una visione migliore della situazione, infatti sarà resa nota la prima revisione del dato della crescita del Pil americano.

In America il rischio è quello di una cosiddetta double dip, ossia una doppia recessione dopo quella di tre anni fa, mentre in Europa si corre il rischio di un’economia che viaggia a due velocità: solo Germania e Svezia prevedono un Pil al rialzo nei prossimi mesi.

A complicare la situazione sono arrivate anche le parole di Axel Weber, presidente della Bundesbank e consigliere della Bce, il quale pensa sarebbe giusto non modificare le condizioni delle aste di rifinanziamento fino alla fine dell’anno, fornendo dunque liquidità illimitate a tasso fisso al sistema bancario dell’eurozona.

Se vogliamo riassumere le parole di Weber, possiamo dire che se l’uscita dalla crisi ci sarà, non avverrà prima del 2011.

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