Collocati tutti i BOT in attesa della sentenza della Corte tedesca

di Fabrizio Martini Commenta

L'asta da 7 miliardi di euro di titoli di stato italiani con scadenza ad un anno si è conclusa con rendimenti in rialzo.

bot

Il ministero del Tesoro ha provveduto ad emettere un valore di 7 miliardi di euro in titoli di stato italiani con un anno di scadenza (364 giorni). Le tensioni dei mercati e la volatilità dei tassi hanno fatto da padrone in questa ultima audizione pubblica per la vendita di titoli.

 

Le turbolenze dipendono dalla incerta situazione giapponese, che ha visto la borsa nipponica perdere ingenti quantità di capitali da due settimane a questa parte e dalla attesa della sentenza della Corte Costituzionale tedesca, che si pronuncerà a giorni sull’operato della Banca Centrale Europa guidata da Mario Draghi, in particolare sulle misure anti-spread, che hanno consentito di congelare ed attenuare la crisi e il contagio nei paesi periferici dell’Unione Europea. Una eventuale bocciatura da parte della Corte tedesca delle misure della BCE aprirebbe a scenari non meglio precisati e potrebbe verificarsi nuovamente un’estate torrida sul lato finanziario come quella del 2011, durante il Governo Berlusconi, che fu portato poi a dimettersi.

L‘asta da 7 miliardi di euro è finita con rendimenti in rialzo. I bot annuali sono stati piazzati ad un tasso di rendimento dello 0,96%, in rialzo rispetto alle precedenti aste. E’ stata comunque molto sostenuta la richiesta dei titoli italiani. A fronte dei 7 miliardi richiesti dal Tesoro, gli investitori ne hanno domandati in tutto 15. Gli investitori hanno richiesto la cifra differenziata tra Bot annuali, trimestrali e indicizzati. L’asta dei Bot a scadenza fra 364 giorni è andata così bene che in assenza di esigenze di cassa, il Ministero del Tesoro ha deciso di sospendere l’altra asta di Bot trimestrali prevista per i prossimi giorni.

Il mercato obbligazionario ha aperto in ribasso, molto sottotono, e alla fine è stato spuntato il tasso di rendimento dello 0,962%. Un dato che è nettamente in rialzo rispetto ai minimi toccati durante lo scorso mese di marzo. L’Italia dovrà quindi pagare più interessi per questo stock di 7 milardi piazzati in questa asta.

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