Cos’è la sindrome di Woody Allen dei mercati?

di Matteo Moneta Commenta

I mercati finanziari sono deboli non soltanto dal punto di finanziario, ma anche dal punto di vista psicologico tant’è che gli analisti oggi parlano di sindrome di Woody Allen. In cosa consiste?

L’osservazione dei mercati convince sempre più gli investitori che siamo in un momento molto critico. Le banche centrali e i loro problemi di orientamento finiscono per influire sulla percezione macroeconomica del mondo. Oggi in pratica, guardando soltanto quel che succede a livello monetario, ci si convince che l’economia non segua più le regole di base e i mercati stiano per crollare.

Una precarietà del genere non invoglia gli investimenti di lungo periodo. Al contrario si punta tutto sulle speculazioni. Si diffondono mode temporanee, passeggere, che sono sostituite da altre mode altrettanto aleatorie. Si osserva con apprensione il rallentamento cinese, poi si torna a guardare il crollo del petrolio e poi ancora si punta sulla crisi delle banche e sul declino delle monete. Dall’inizio dell’anno ad oggi, si è passati dal rallentamento dell’economica in Cina fino al Brexit con una velocità disarmante ma senza l’individuazione di un trend duraturo.

Oggi questa situazione critica è ancora più evidente: la Federal Reserve dovrebbe alzare i tassi d’interesse per far crescere l’economia americana e debellare la disoccupazione, ma è in una fase di stallo ed è facile che resti nell’incertezza ancora un bel po’. Non sembrano più decise le scelte della BoJ che dovrebbe ridurre i tassi d’interesse per accelerare – attraverso una spinta del mercato monetario – la crescita economica. Eppure lo scetticismo nei riguardi di queste decisioni “planetarie” è ancora molto alto.

La sindrome di Woody Allen si lega allora al cambio di ruolo delle banche centrali che avrebbero dovuto essere il riferimento per i mercati finanziari e ora ne rappresentano invece il punto debole. I day trader, dunque, fanno fortuna ma ormai sembra che il mondo sia condannato ad una stagnazione di lungo periodo.

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