La Crimea spinge gli operatori a rifugiarsi sullo Yen

di Matteo Moneta Commenta

L’avversione al rischio ha caratterizzato la giornata dei mercati finanziari, complicata dalle notizie confuse provenienti dalla Crimea. La reazione dei mercati finanziari si sta concreti nella consistente vendita sulle borse in primo luogo: l’indice americano S&P500 sta stornando in maniera importante ed ha violato dapprima l’area di supporto a 1.867 e 1.857 per verosimili prosecuzioni verso area 1.845 punti. Seguono a ruota i listini azionari europei, con il Dax che ha superato gli importantissimi supporti in area 9.080/1000 punti e si è addirittura portato sotto quota 9mila punti con tentativi di approfondimento che potrebbero portare a 8.980 prima di ritracciamenti degni di nota.

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Sul fronte valutario evidentemente c’è stata una forte reazione nel senso di acquisto di yen, con il cambio UsdJpy che ha messo a segno oltre 100 pips al ribasso e che potrebbe riavvicinarsi su punti cruciali di supporto a 101,25 spiega Davide Marone di Daily Fx. Per completare il quadro globale che ha nel risk off la sua chiave di lettura, è bene sottolineare ancora i livelli sostenuti dell’oro ritornato a quota 1.375 dollari l’oncia e che dunque potrebbe tentare delle rotture rialziste, e il bund tedesco che ha allungato precisamente fino a 143,30”.

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Dollaro che, durante la sessione asiatica, trainato questa volta dal movimento a rialzo del dollaro australiano dovuto ai dati sul mercato del lavoro che hanno visto un tasso di disoccupazione stabile al 6% ed una creazione di posti di lavoro pari a 47.3k unità contro attese pari a 15k posti ed un precedente che ha toccato quota 18k, ha continuato a scendere anche contro euro e sterlina, che a differenza di quanto accade la maggior parte delle volte, questa notte sono riusciti a muoversi direzionalmente.

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