Carige, cosa devono fare i commissari ora?

di Valentina Cervelli Commenta

Non è un lavoro facile quello che dovranno fare i commissari designati per risanare la situazione di Carige: l’aumento di capitale saltato a causa del tirarsi indietro del Gruppo Malcalza ha portato al commissariamento della banca ed al caos più totale.

I funzionari nominati ora si troveranno a dover chiudere il piano industriale in meno di due mesi per riconvocare l’assemblea dei soci entro la fine di febbraio ed avere modo, tra marzo ed aprire di ricostruire il consiglio di amministrazione e tutti gli altri organi sociali dell’istituto genovese. Un percorso non privo di scossoni per Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener per i quali si vorrebbe evitare di prorogare l’incarico, ora temporaneo, di tre mesi. Quel che si evince, scorrendo la stampa specializzata, è che il piano industriale sarebbe già a buon punto e la collaborazione con la BCE che ha commissariato Banca Carige potrebbe portare ad un’intesa più veloce di quel che si pensa per ciò che concerne una possibile aggregazione/ fusione per l’istituto.

La settimana entrante sarà piena di impegni per i tre commissari: a partire dalla convocazione dei sindacati a Genova, fino ad arrivare all’appuntamento con il Fondo interbancario con il quale si tenterà di riveder le condizioni, tra cui il tasso di interesse al 16%, del prestito obbligazionario da 320 milioni di euro versato dallo Schema volontario. E comprendere come si possa riuscire nell’aumento di capitale da 400 milioni di euro che Malcalza ha fatto saltare a dicembre. Le ipotesi in tal senso sono diverse: si pensa tra le altre cose ancora ad una  conversione del prestito del Fondo interbancario in capitale della banca.

 

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