
Nel fornire le loro previsioni sull’andamento dei mercati azionari, gli esperti della banca d’affari USA hanno anche fornito alcuni consigli di investimento per il prossimo anno.

Nel fornire le loro previsioni sull’andamento dei mercati azionari, gli esperti della banca d’affari USA hanno anche fornito alcuni consigli di investimento per il prossimo anno.

Il titolo Ubi Banca resta ben impostato alla borsa di Milano. Dopo il forte rialzo di ieri del 7,55%, anche stamattina il titolo è in territorio positivo con un progresso dello 0,66% a 3,04 euro. Ieri l’istituto bancario ha raggiunto l’intesa con i sindacati per ridurre l’organico di 650 unità. Ciò porterà a un risparmio sul costo del lavoro a regime di 100 milioni di euro lordi annui. L’organico sarà ridotto con accesso al trattamento pensionistico o al fondo nazionale di sostegno al reddito.

Dopo essere stata per lungo tempo molto cauta sul debito italiano, Merrill Lynch scopre le carte e punta dritto sui titoli di stato italiani grazie anche alle rassicurazioni ricevute a più riprese dalla Banca Centrale Europea. Il responsabile della strategia EMEA di Merrill Lynch Wealth Management (gruppo Bank of America), Johannes Jooste, ha presentato alla comunità finanziaria italiana il rapporto sulle previsioni macroeconomiche e sulle scelte di asset allocation per il prossimo anno (The Year Ahead 2013).

Il clima di euforia generalizzata sui mercati finanziari, dovuto alle dichiarazioni del presidente Barack Obama che vede vicino l’accordo sul fiscal cliff (entro Natale), sta facendo diminuire sempre più la domanda da parte degli investitori delle cosiddette “valute rifugio”, ovvero dollaro americano e yen giapponese. In particolare, quest’ultima sembra essere la valuta più venduta sui mercati internazionali delle monete estere. La debolezza dello yen spinge al rialzo la borsa di Tokyo, che ha chiuso la seduta con un guadagno di poco inferiore al mezzo punto percentuale a 9.946 punti.

Secondo quanto riportato oggi da alcune testate giornalistiche, Generali Assicurazioni sarebbe interessata ad effettuare un’acquisizione in Turchia. In particolare, il leone di trieste starebbe valutando la possibilità di comprare le attività assicurativa del gruppo finanziario turco Koc, ovvero Yapi Kredi Segorta. Le trattative sarebbero già entrate in una fase preliminare, ma la compagnia assicurativa triestina non è l’unico player in campo per acquisire la società turca. Infatti, sulla compagnia turca sarebbero piombati alcuni colosso del settore assicurativo, come Zurich, Munich Re e Axa, ma anche alcuni gruppi finanziaria asiatici e americani.

Si conclude oggi la tre giorni di emissioni obbligazionarie governative del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dopo che tra ieri e l’altro ieri era stato effettuato il collocamento di BOT semestrali, CTZ biennali e BTP indicizzati all’inflazione europea. Oggi è toccato ai BTP a medio-lunga scadenza e il risultato è stato anche questa volta molto positivo. Il Tesoro ha beneficiato di un nuovo calo dei tassi sia sulla scadenza quinquennale che su quella decennale. L’unica nota stonata è stato il calo della domanda.

A pochi giorni dalla conclusione della riunione straordinaria dell’Eurogruppo, che ha trovato l’accordo su nuove misure di salvataggio a favore della Grecia, l’agenzia di rating Moody’s dichiara che il debito di Atene resta insostenibile anche dopo la nuova intesa tra i leader europei. Nel breve periodo le casse di Atene troveranno certamente respiro, ma nel medio-lungo termine il debito pubblica non è sostenibile. Nonostante le dichiarazioni di Moody’s sulla difficile situazione greca, i mercati azionari europei continuano a salire con decisione mentre lo spread Btp-Bund è sceso a 310 punti base ai minimi da marzo scorso.

Il Forex, ovvero il mercato internazionale delle valute, ha mostrato nella seduta di ieri una grande volatilità. Il cambio più importante, ovvero euro/dollaro, è sceso fino a 1,2879 raggiungendo così un’area di supporto giornaliera molto importante posta tra 1,2890 e 1,2880. Il giorno prima il cambio era salito sui massimi a oltre venti giorni a 1,3008, ma su questa resistenza era stato respinto con decisione. L’andamento molto irregolare del cambio riflette l’indecisione degli operatori finanziari, anche ancora non hanno deciso di puntare con forza su una delle due valute.

In alcuni casi, infatti, i dati realizzati nel corso del terzo trimestre dell’anno, pur non essendo stati in grado di spingere ad un rialzo delle stime, hanno evidenziato un buon livello di redditività che lascia intravedere possibili aggiornamenti al rialzo delle stime nei prossimi trimestri.

Non sembra concludersi la nuova parabola discendente dell’Argentina, che sembra di nuovo a un passo dal dichiarare bancarotta. L’agenzia di rating Fitch ha deciso di tagliare il giudizio sul merito di credito del paese sudamericano, abbassando il rating a CC da B con outlook negativo. Si tratta di un downgrade di ben 5 livelli (notch). Secondo Fitch, ci sono buone probabilità che l’Argentina dichiari nuovamente bancarotta entro il 15 dicembre 2012, ovvero quando scadrà il pagamento di 1,3 miliardi di dollari a favore dei fondi speculativi che non accettarono la ristrutturazione del debito nel 2001.