Cambio euro-dollaro, fallito il rialzo

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E’ fallito il rialzo relativo al cambio euro-dollaro in questa prima settimana del 2017. Nonostante uno sprint notevole nel corso dei primi giorni della settimana che lo avevano portato a 1,06, l’euro è poi nuovamente calato alla chiusura del fine settimana.

La colpa è da ascrivere in buona parte ai Non Farm Payrolls e ai dati ADP di giovedì, i quali avevano prospettato una possibile debolezza della valuta statunitense. Quella che è poi stata la pubblicazione di ieri, venerdì, ha poi frenato gli investitori e rinforzato il dollaro. Nessuna delle inversioni attese su cambi e beni rifugio si è quindi verificata, lasciando un mercato del lavoro USA stabile nonostante una FED generalmente preoccupata sui tassi d’interesse ma pronta ad agire.

Ecco quindi che attualmente il cambio euro-dollaro si riavvicina ai 1,050 dopo la pubblicazione dei Non Farm Payrolls di venerdì. I 156.000 nuovi posti di lavoro nati negli Stati Uniti, per quanto al di sotto delle aspettative sono stati ritenuti soddisfacenti nel mercato valutario, sopratutto unito alla crescita del +0,4% nel salario medio mensile. E’ stato come una spugna “lavatutto” sulla negatività del dollaro delle giornate precedenti.

 

Questo non significa che per il dollaro stia iniziando un periodo paradisiaco: i dati dovranno venire confermati attraverso un trend positivo e l’andamento altalenante della settimana non fa assolutamente chiarezza su quelle che potranno essere le previsioni. Delle vere e proprie indicazioni nei confronti dello stop della pressione ribassista che si percepisce si potrà raggiungere solo quando il cambio toccherà e supererà quota 1,066, un vero punto di svolta al di sotto del quale si continuerà a guardare più ai minimi che ai livelli lasciati ad inizio dicembre.

 

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