Forex, mercato e trader in attesa della Fed

di Matteo Moneta Commenta

Il nuovo stimolo della Bce in arrivo giovedì è accompagnato dagli statement delle banche centrali di Australia, Canada, India e Polonia, che mantenendo invariati i tassi si pongono spettatori in attesa delle mosse dei due attori fondamentali di questo mese conclusivo del 2015 così importante.

Quella iniziata oggi è a tutti gli effetti una settimana decisiva che metterà alla prova le capacità di EURUSD di raggiungere la tanto discussa parità.

Il nuovo stimolo della Bce in arrivo giovedì è accompagnato dagli statement delle banche centrali di Australia, Canada, India e Polonia, che mantenendo invariati i tassi si pongono spettatori in attesa delle mosse dei due attori fondamentali di questo dicembre caldo, condividendo l’aspettativa generale di un rialzo dei tassi sui depositi americani alla riunione del FOMC del 16 dicembre, prezzata ormai al 72%.

Esordisce martedì la Reserve Bank of Australia coi tassi al 2%, da cui il mercato si aspetta piuttosto linee guida riguardo l’andamento di disoccupazione (ad ottobre crollata al 5,9%) e inflazione. Il meeting RBA di martedì testerà inoltre un’eventuale sopravvalutazione dell’economia australiana, che potrebbe trovarsi al massimo delle sue capacità, senza essere in grado di crescere sufficientemente nel 2016 sganciandosi dalle risorse per spostare il suo focus sul settore dei servizi. In caso di troppa enfasi nelle parole del governatore Glenn Stevens sulle politiche di easing, potremmo assistere a un calo di AUDJPY, che scambia ormai da più di una settimana sotto la resistenza di 88,85.

Attesi invariati anche i tassi indiani dopo la sorpresa del taglio di settembre di 50 punti base. Hanno invece deluso gli effetti sperati di una trasmissione dell’easing dal settore bancario a quello produttivo, al momento obiettivo principale dell’RBI. Perché si assista in febbraio al prossimo ribasso di 25 bps, è necessario che l’inflazione ritorni sotto controllo, specialmente nel settore alimentare, in vista del target posto al 4% per il 2018.

Mercoledì si farà sentire anche Bank of Canada, che coi tassi stabili a 0,5% attende positivamente il ciclo al rialzo dei tassi americani, percepito come sintomo di un’economia sufficientemente forte da essere in grado di stimolare una spinta su quella Canadese grazie alle strette relazioni commerciali.

 

 

 

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