Obbligazioni, lasciarsi andare o rimanere cauti?

di Valentina Cervelli Commenta

Obbligazioni: lasciarsi andare o rimanere cauti nell’investimento? Quest’utima possibilità è senza dubbio quella sulla quale puntare di più, almeno stando a sentire quello che un analista come Tim Haywood, di Gam, sostiene da tempo.

Sono differenti le motivazioni per le quali bisognerebbe muoversi con molta cautela e tutte riguardanti diversi aspetti legati a questo mercato: a partire dai tassi delle banche centrali fino all’inflazione passando per la performance degli equity. Secondo l’esperto il primo elemento al quale fare attenzione sarebbe proprio l’inflazione, dato che ad ogni aumento della stesse, seppure piccolo, il rendimento obbligazionario sale in modo sensibile e per ciò che riguarda i prezzi non si può contare solo sul fatto di acquistare titoli indicizzati all’inflazione. A questo segue a stretto giro il cambiamento di marcia di molti istituti centrali sui tassi di interesse: ci si potrebbe trovare a non poter contare su condizioni favorevoli come quelle avute in passato (leggasi quantitative easing per i titoli di stato,N.d.R.).

E come dimenticare il basso rendimento dei bond di alta qualità che continuano a offrire rendimenti a scadenza negativi nonostante il loro alto valore? Il rischio di perdita è ampio, soprattutto in termini nominali a tal punto che è consigliabile puntare su bond a breve scadenza.

Insomma, da qualsiasi punto venga vista la situazione obbligazioni, è bene che gli investitori prima di lanciarsi in grandi campagne acquisti valutino per bene quello che accade a livello macroeconomico ed in base ad analisi approfondite decidano come muoversi nel mercato obbligazionario nel modo più conveniente possibile.

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