
Tra le materie prime che sono riuscite a mettere a segno i migliori guadagni figura ai primi posti figura la soia, che dall’inizio dell’anno ha messo a segno un +45% soprattutto a causa della siccità nel Midwest.

Tra le materie prime che sono riuscite a mettere a segno i migliori guadagni figura ai primi posti figura la soia, che dall’inizio dell’anno ha messo a segno un +45% soprattutto a causa della siccità nel Midwest.

La seduta di ieri è stata caratterizzata da movimenti intraday molto “sospetti” sul mercato del petrolio. E’ stata senza dubbio una giornata con bassi volumi, anche a causa della festività ebraica di Rosh Hashanah, ma nel finale di seduta si è assistito a un improvviso crollo delle quotazioni del Brent di più di cinque dollari al barile nel giro di tre minuti. I volumi si sono quasi centuplicati con una velocità incredibile, tanto che il prezzo del petrolio Brent future quotato al Nymex è sceso fino a 111,65$ al barile.







Secondo gli esperti della banca francese, infatti, il costo del rifinanziamento appare ora più accessibile, per cui l’obiettivo dell’Italia di portare i conti in equilibrio appare ora come un qualcosa di assolutamente raggiungibile, sebbene si tratti di un processo ancora piuttosto lungo e sebbene ci siano ancora alcuni importanti aspetti da risolvere.

Come sottolineato in un articolo di Plus (inserto de Il Sole 24 Ore), oggi sul fronte dei rendimenti l’investimento immobiliare, appesantito dalle tasse, non tiene il passo dei BTP decennali, certamente più rischiosi ma decisamente più remunerativi.