Moody’s e S&P declassano rating Turchia

di Valentina Cervelli Commenta

Davvero brutte notizie per la Turchia che riceve un declassamento nel rating da ben due agenzie: sia Moody’s che S&P hanno deciso di eseguire un downgrade della loro valutazione dopo quel che sta avvenendo.

 

Non solo il crollo della lira turca ma anche il modo in cui il Presidente Erdogan sta affrontando la crisi stanno cancellando quelle poche certezze economiche sulle quali lo Stato ancora poteva contare. Nello specifico Moody’s lo ha ridotto a Ba3 da Ba2 e ha cambiato a “negativo” l’outlook mentre S&P lo ha portato da BB- a B+, con outlook stabile, facendo automaticamente arrivare i bond di Ankara nella categoria “Highly speculative”.

Sia Moody’s che S&P sono convinte che per migliorare la situazione vi sia bisogno di un intervento molto pensante dal punto di vista economico e finanziario ed il fatto che non si sia ancora trovato un accordo tra Stati Uniti e Tirchia sul pastore Andrew Brunson non fa altro che alimentare il fuoco delle problematiche. Le due decisioni di downgrade sono arrivate dopo che le agenzie hanno studiato bene la situazione negli ultimi mesi ed in particolare per via del “continuo indebolimento delle istituzioni pubbliche turche”. Sottolinea poi Moody’s:

La mancanza di un piano economico completo ed efficace per affrontare le cause alla base della recente tensione finanziaria, o il ritardo nella sua formulazione è una chiara indicazione del calo di prevedibilità e dell’efficacia delle politiche. Le esigenze di finanziamento esterno della Turchia rimangono significative e il rischio di una crisi della bilancia dei pagamenti continua ad aumentare.

S&P tra l’altro rincara la dose, sottolineando il rischio di recessione per il 2019:

Il sostanziale indebolimento della lira ha implicazioni finanziarie negative e prevediamo una contrazione dell’economia nel 2019.

Una situazione da affrontare tutt’altro che semplice.

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