Forex sterlina verso 1,55 dollari sui minimi a 6 mesi

Non si ferma la discesa delle quotazioni della sterlina sui mercati valutari. Anche oggi la divisa britannica è in netto calo nei confronti delle major currencies, in particolare sul dollaro americano. Sul forex il tasso di cambio sterlina/dollaro ha aggiornato nuovi minimi a 6 mesi a 1,5532 e a questo punto sembra ormai diretto verso l’area di supporto di 1,55. Il pound perde terreno anche sull’euro, tanto che il cambio euro/sterlina è salito fino in area 0,8680, avvicinandosi ai massimi di periodo posti a 0,8715.

Domanda e rendimento BTP e CCTeu asta 13 febbraio 2013

Il Tesoro italiano questa mattina è tornato ad offrire sul mercato BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) con scadenza a 30 anni (1° settembre 2040, codice ISIN IT0004532559), assegnati per un ammontare complessivo pari a 888 milioni di euro e ad un tasso del 5,07%. L’ultimo collocamento di questo tipo risale a maggio 2011, quando il rendimento fu del 5,43%. La domanda è stata 1,9 volte l’offerta.

Sempre questa mattina, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato anche BTP con durata di 3 e 15 anni. In particolare, il titolo con scadenza 1° marzo 2026 (ISIN IT0004644735) e cedola annuale del 4,50% è stato collocato per un ammontare complessivo pari a 863 milioni di euro e ad un tasso del 4,55%, in leggero calo rispetto al 4,75% registrato in occasione dell’ultima asta. In questo caso il bid to cover è rallentato a 1,59 dagli 1,98 di dicembre.

Banca Popolare di Milano avvia processo di trasformazione in SpA

A Piazza Affari stamane il titolo Banca Popolare di Milano a circa mezz’ora dall’apertura della seduta ha segnato un guadagno di oltre tre punti percentuali a 0,597 euro, per poi essere sospeso per eccesso di rialzo pochi minuti dopo. L’andamento del titolo beneficia dell’annuncio dell’avvio del progetto finalizzato alla trasformazione dell’istituto bancario in una società per azioni.

In particolare, attraverso una nota diffusa ieri nel tardo pomeriggio, Banca Popolare di Milano ha comunicato che il Consiglio di sorveglianza e il Consiglio di gestione si sono riuniti ieri per avviare la fase decisiva delle discussioni che dovrebbero portare alla trasformazione della banca in una SpA.

dollaro-yen

G7 non intende frenare svalutazione dello yen

La giornata di ieri è stata caratterizzata da una serie di dichiarazioni da parte di esponenti del G7, che hanno affrontato il tema della cosiddetta “guerra delle valute”. In attesa della riunione del G20 di Mosca, in programma tra qualche giorno, i ministri finanziari e i banchieri centrali del G7 hanno affermato che la guerra valutaria non esiste e che non sono in programma manovre per fissare obiettivi sui tassi di cambio. Anche Mario Draghi, in audizione al Parlamento spagnolo, ha dichiarato più o meno le stesse cose. Sul forex si è scatenata una forte volatilità.

Guerra delle valute non esiste secondo il G7

Negli ultimi giorni il tema della “guerra delle valute” è diventato sempre più scottante per i politici delle principali aree economiche mondiali. Alcuni paesi, Giappone e Stati Uniti in primis, perseguono da tempo una politica non dichiarata di svalutazione competitiva della propria valuta allo scopo di rilanciare la crescita e sostenere le esportazioni nei mercato globali. A pagarne le conseguenze è stato finora l’euro, che da valuta a rischio disintegrazione si è trasformato in un vero e proprio schiaccia-sassi mettendo in preallarme alcuni politici europei.

Domanda e rendimento asta BOT 12 febbraio 2013

Il rendimento dei BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) con scadenza 14 febbraio 2014 collocati questa mattina dal Ministero dell’Economia e delle Finanze è tornato sopra il punto percentuale, attestandosi all’1,094% contro lo 0,86% registrato in occasione dell’asta di BOT della stessa tipologia e durata tenuta lo scorso mese.

Oltre che per il rialzo del rendimento, l’esito dell’asta è risultato peggiore rispetto allo scorso mese anche con riferimento alla domanda, con richieste complessive pari a 11,742 miliardi e un rapporto fra domanda e offerta peggiorato a 1,38 dall’1,94 di gennaio.

Rating Telecom Italia tagliato da Moody’s

A Piazza Affari stamane il titolo Telecom Italia viaggia in territorio negativo segnando a poco più di un’ora dall’apertura della seduta una flessione dello 0,78% a 0,639 euro.

Ad influire negativamente sull’andamento del titolo della compagnia telefonica italiana, oltre al ribasso di questa mattina dei principali indici azionari del listino milanese, è anche il downgrade arrivato dall’agenzia di rating Moody’s, che ha comunicato di aver portato il rating di lungo termine su Telecom Italia da “Baa2” a “Baa3” (ovvero l’ultimo livello prima del passaggio tra gli emittenti speculativi), in quanto la società non è riuscita a centrare il target sull’indebitamento fissato per la fine del 2012.

Finmeccanica e Ansaldo STS sospese al ribasso dopo arresto Orsi

Stamane a Piazza Affari il titolo Finmeccanica e quello della controllata Ansaldo STS sono state sospese per eccesso di ribasso in apertura della seduta sulla scia della notizia dell’arresto del presidente e amministratore delegato Giuseppe Orsi.

L’accusa mossa nei suoi confronti è quella di corruzione internazionale, concussione e peculato in merito a presunte tangenti che sarebbero state pagate per la vendita di alcuni elicotteri in India nel 2010, quando il manager era ai vertici di Agusta Westland.

Europa divisa sulla politica del cambio dell’euro

Nel corso della riunione dell’Eurogruppo di Bruxelles, avvenuta ieri pomeriggio, i ministri finanziari dell’Ue-17 hanno discusso dell’andamento dell’euro, delle possibili ripercussioni sull’economia europea e delle eventuali strategie da adottare. Alla fine è emerso che il fronte europeo non è affatto compatto. La Francia chiede da tempo una politica del cambio dell’euro, allo scopo di frenare la corsa della moneta unica, ma la Germania non è d’accordo in quanto teme che la svalutazione competitiva dell’euro possa provocare un brusco aumento dell’inflazione.

L’Espresso acquista azioni proprie e rileva controlla Mo-Net

Il Gruppo L’Espresso ha comunicato che nelle sedute del 4 e 5 febbraio scorso, nell’ambito della delega approvata dall’Assemblea degli Azionisti del 23 aprile 2012, ha acquistato 110.000 azioni proprie al prezzo medio di 0,8891 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 98.000 euro. Attualmente la società editoriale detiene un totale di 15.240.064 azioni proprie, pari a circa il 3,715% del capitale sociale.

L’annuncio arriva nello stesso giorno in cui il Gruppo editoriale guidato da Carlo De Benedetti ha comunicato di aver acquisito il controllo della società Mo-Net mediante l’acquisto di una quota pari al 51% del capitale.