
La maggior parte di questi, infatti, ha sul titolo rating “buy”, consigliando quindi di fatto agli investitori di includere le azioni Prysmian nel loro portafoglio di investimenti.

La maggior parte di questi, infatti, ha sul titolo rating “buy”, consigliando quindi di fatto agli investitori di includere le azioni Prysmian nel loro portafoglio di investimenti.

Come ha spiegato a CorrieeEconomia Enrico Nicoloso, a capo dell’analisi tecnica di Websim.it, è probabile che il rally natalizio sia iniziato in anticipo e che con i rialzi delle ultime due settimane sia stato già percorso più della metà del cammino per il raggiungimento degli ostacoli tecnici più significativi. In Italia, in particolare, i grafici lasciano aperti spazi di rialzo dal 2% al 5% prima di toccare importanti resistenze.

Giornata positiva per i mercati finanziari, sostenuti dal buon dato sull’attività manifatturiera in Cina che a novembre è cresciuta per il secondo mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti, spartiacque tra crescita e rallentamento economico. Sul Forex il tasso di cambio euro/dollaro resta forte, grazie soprattutto all’annuncio del lancio dell’operazione di riacquisto del debito da parte della Grecia, che era una delle condizioni necessarie per accedere al terzo pacchetto di aiuti di Europa e Fmi. Il cambio euro/dollaro quota attualmente a 1,3032, non lontano dai top di giornata.

Il fondo F2i, azionista con una quota del 29,75%, si è infatti da sempre opposto a tale operazione, lamentando soprattutto tempi e condizioni inadeguate, tanto da riuscire a costringere Sea a depositare un’integrazione del prospetto informativo per mettere al corrente i potenziali investitori di alcuni eventi negativi in grado di incidere sui conti dell’azienda stessa, come il consistente calo del traffico aereo e il ritardo nei pagamenti di alcune compagnie aeree.

Inizia il mese di dicembre anche sui mercati finanziari con un sentiment tutto sommato positivo e che fa pensare a nuovi rialzi nei prossimi giorni. Sul mercato delle valute gli acquisti degli investitori continuano a concentrarsi sull’euro, che resta di gran lunga la valuta più comprata tra le major currencies. Nel week-end è arrivata la doccia fredda del downgrade di Moody’s sui fondi salva-stati europei EFSF ed ESM, che sono stati privati del rating Aaa a seguito della recente bocciatura della Francia, che ha un elevato peso nei meccanismi di stabilità europei.

Tra le aziende che rientrano in tale settore, secondo la banca d’affari USA, è infatti possibile scorgere società che offrono elevati rendimenti e una crescita affidabile. Figurano tra queste Eni e Shell, che offrono un dividend yield attraente e sostenibile indipendentemente dalle condizioni macroeconomiche, ma anche Galp, Technip, Pgs, Petrofac, Tullow e Afren.

Nel fornire le loro previsioni sull’andamento dei mercati azionari, gli esperti della banca d’affari USA hanno anche fornito alcuni consigli di investimento per il prossimo anno.

Il titolo Ubi Banca resta ben impostato alla borsa di Milano. Dopo il forte rialzo di ieri del 7,55%, anche stamattina il titolo è in territorio positivo con un progresso dello 0,66% a 3,04 euro. Ieri l’istituto bancario ha raggiunto l’intesa con i sindacati per ridurre l’organico di 650 unità. Ciò porterà a un risparmio sul costo del lavoro a regime di 100 milioni di euro lordi annui. L’organico sarà ridotto con accesso al trattamento pensionistico o al fondo nazionale di sostegno al reddito.

Dopo essere stata per lungo tempo molto cauta sul debito italiano, Merrill Lynch scopre le carte e punta dritto sui titoli di stato italiani grazie anche alle rassicurazioni ricevute a più riprese dalla Banca Centrale Europea. Il responsabile della strategia EMEA di Merrill Lynch Wealth Management (gruppo Bank of America), Johannes Jooste, ha presentato alla comunità finanziaria italiana il rapporto sulle previsioni macroeconomiche e sulle scelte di asset allocation per il prossimo anno (The Year Ahead 2013).

Il clima di euforia generalizzata sui mercati finanziari, dovuto alle dichiarazioni del presidente Barack Obama che vede vicino l’accordo sul fiscal cliff (entro Natale), sta facendo diminuire sempre più la domanda da parte degli investitori delle cosiddette “valute rifugio”, ovvero dollaro americano e yen giapponese. In particolare, quest’ultima sembra essere la valuta più venduta sui mercati internazionali delle monete estere. La debolezza dello yen spinge al rialzo la borsa di Tokyo, che ha chiuso la seduta con un guadagno di poco inferiore al mezzo punto percentuale a 9.946 punti.