
Marcolin e le altre società a rischio delisting



Tuttavia, fare un confronto in termini di rendimenti non è semplice, in quanto le condizioni di emissione dei diversi buoni postali vengono riviste all’inizio di ogni mese e, anche se molto spesso vengono confermate, non mancano i casi in cui nell’arco di un solo mese sono stati registrati cambiamenti piuttosto rilevanti.

Il tasso di cambio euro/dollaro mostra una quotazione di 1,2970 a poco più di un’ora dall’inizio delle contrattazioni sui mercati europei. I prezzi sono in deciso calo a partire da questa notte, in scia alle aspettative di forte rallentamento dell’economia asiatica (che finora ha trainato la crescita globale) e a causa dei timori legati alla situazione finanziaria della Spagna, che continua a rimandare la richiesta di aiuti all’Europa nonostante la grave condizione in cui versa il bilancio del governo centrale e delle regioni autonome.

Più nel dettaglio, durante l’asta in programma per mercoledì prossimo verranno collocati BOT trimestrali con scadenza 14 gennaio 2013 (91 giorni) per un ammontare complessivo pari a 3.000 milioni di euro, nonché BOT annuali con scadenza 14 ottobre 2013 (364 giorni) per un ammontare complessivo pari a 8.000 milioni di euro.

Sul finire di settembre Fitch aveva confermato il rating AAA del Regno Unito, ma aveva indicato un outlook negativo con la possibilità di un taglio del giudizio sul merito di credito nei prossimi mesi. Ora anche Moody’s potrebbe rivedere il giudizio entro inizio dicembre, sforbiciando il rating di massima affidabilità creditizia che finora la Gran Bretagna ha sempre sbandierato con fierezza in una fase storica molto difficile per la maggior parte dei governi europei. Le probabilità che avvenga un downgrade entro fine anno sono aumentate molto.

La banca britannica Barclays ha pubblicato un report sulle principali compagnie assicurative europee, valutando le prospettive future per il ramo vita. Gli analisti della banca hanno sottolineato che negli ultimi anni è avvenuto un sensibile calo dei profitti nel business vita, che ha spinto molte compagnie a riequilibrare il proprio business mix verso il property & casuality. Barclays ha passato in rassegna cinque colossi del settore: Allianz, Aviva, Axa, Generali, Zurich. La valutazione della banca è avvenuta considerando i loro modelli, la forza del marchio, utili e ritorni futuri.

Non si ferma il rally dell’oro, che stamattina è salito sui massimi da metà novembre 2011 a 1.795,8 dollari l’oncia. La quotazione spot del prezioso metallo giallo continua a salire senza soste, sebbene negli ultimi giorni è mancato lo strappo decisivo in grado di spingere subito i prezzi sopra 1.800 dollari. L’oro sta beneficiando molto delle continue iniezioni di liquidità da parte delle principali banche centrali mondiali, in primis la Federal Reserve che ha lanciato poco più di venti giorni fa il terzo round di allentamento monetario (QE3).

Arriva una bocciatura per il titolo Fiat, proprio ad inizio contrattazioni a Piazza Affari. Il rating del titolo della casa automobilistica torinese è stato abbassato dalla banca britannica Barclays, che ha rivisto la valutazione a “underweight” (sottopesare le azioni in portafoglio) dal precedente giudizio “equalweight” (ovvero pesare correttamente in portfolio). Gli analisti della banca d’affari inglese ritengono che le difficoltà del mercato auto in Europa continueranno, impattando negativamente sui conti del Lingotto.

Il tasso di cambio euro/dollaro è tornato sopra 1,30 dopo la decisione della Banca Centrale Europea (BCE) di mantenere invariati i tassi di interesse sui minimi storici dello 0,75%. Gli investitori hanno fatto incetta di moneta unica, mentre per il dollaro americano è stata una giornata molto negativa considerando che ha perso terreno praticamente contro tutte le valute più importanti. Oggi, però, è atteso un altro market mover rilevante, ovvero i non-farm payrolls, che dovrebbero muovere non poco il mercato dei cambi.

La Banca Centrale Europea ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse nell’area euro sui minimi storici allo 0,75%. Sono ormai tre mesi che la BCE non modifica il costo del denaro nella zona euro. Oltre al tasso sulle operazioni di rifinanziamento, restano invariati anche il tasso sugli impieghi (1,5%) e quello sui depositi (0%). La decisione è arrivata alle ore 13,45 al termine del Consiglio direttivo che si è svolto a Lubiana, in Slovenia.