
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, infatti, ha annunciato la decisione di non disporre il collocamento relativo ai titoli di Stato indicizzati all’inflazione europea, ne deriva quindi che giovedì 26 luglio verranno collocati solo CTZ.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, infatti, ha annunciato la decisione di non disporre il collocamento relativo ai titoli di Stato indicizzati all’inflazione europea, ne deriva quindi che giovedì 26 luglio verranno collocati solo CTZ.


Il meccanismo utilizzato per tale collocamento, come di consueto, sarà quello dell’asta competitiva, con richieste formulate dagli operatori ed espresse in termini di rendimento.

Il rialzo registrato dal titolo dell’azienda guidata da Marco Tronchetti Provera non è attribuibile a nessun particolare avvenimento, l’unica notizia che gli esperti sono riusciti a ricondurre a tale rialzo riguarda la visione favorevole arrivata dagli analisti di Morgan Stanley, che hanno comunicato di aver confermato il target price a 12 euro e il rating “overweight”.

Oltre alla tedesca Bilfinger Berger, che ricordiamo ha manifestato un certo interesse per la piattaforma tedesca e le attività italiane, e il gruppo tedesco ECE, che invece si è mostrato interessato solo alla piattaforma tedesca, nel corso degli ultimi giorni si sarebbero mostrati disponibili ad una trattativa anche il fondo americano Fortress e una cordata nella quale sarebbe presente la famiglia Merloni.

Più nel dettaglio, gli esperti della banca d’affari prevedono che il gruppo riuscirà a realizzare nel secondo trimestre ricavi in aumento dell’8,2% a 761 milioni di euro e un ebitda in crescita dell’11,4% a 273 milioni di euro, mentre al termine dell’esercizio in corso dovrebbe riuscire a mettere a segno ricavi per 3,193 miliardi di euro e un ebitda pari a 1,030 miliardi di euro.



La marginalità si è attestata al 34,3%, rispetto al 38,1% del secondo trimestre del 2011 e al 29,6% del primo trimestre dell’esercizio in corso. Il periodo aprile-giugno 2012 è stato archiviato con una perdita netta di 75 milioni di dollari, rispetto all’utile di 420 milioni del secondo trimestre dello scorso anno.

Come ha spiegato la Consob nel comunicato stampa, il divieto si applica a tutte le vendite indipendentemente dalla sede di esecuzione, inoltre riguarda sia le vendite allo scoperto assistite dal prestito titoli (cosiddette “covered”) sia quelle cosiddette “nude” già vietate dalla delibera n. 17993 dell’11 novembre 2011 (per maggiori informazioni a riguardo leggi “Cosa significa vendere allo scoperto“)