Dollaro resterà debole nel 2013 secondo banche d’affari

di ND82 Commenta

La maggior parte degli analisti finanziari è d’accordo sul fatto che il dollaro americano continuerà a restare debole nel corso del 2013, nonostante siano aumentate le pressioni speculative dopo la pubblicazione della minute della Fed relativa alla riunione di dicembre scorso

La maggior parte degli analisti finanziari è d’accordo sul fatto che il dollaro americano continuerà a restare debole nel corso del 2013, nonostante siano aumentate le pressioni speculative dopo la pubblicazione della minute della Fed relativa alla riunione di dicembre scorso. Alcuni membri del Fomc vogliono mettere fine alla politica ultra-espansiva di Bernanke. Il primo passo potrebbe essere la riduzione o l’interruzione definitiva del piano di quantitative easing, ma non va esclusa una modifica della strategia sui tassi che sono attesi invariati fino a tutto il 2014.

L’inizio del 2013 sembrava poter sorridere al biglietto verde, che si era subito apprezzato con decisione rispetto alle major currencies. Tuttavia, tranne che contro lo yen, il greenback è tornato a perdere valore. Secondo gli analisti finanziari non basteranno i verabili della Fed a far cambiare lo scenario del dollaro debole. Secondo Credit Suisse le banche centrali mondiali continueranno sulla strada delle politiche monetarie ultraespansive.

FOREX: EURO/DOLLARO A 1,35 NEL 2013 SECONDO CREDIT SUISSE

Secondo la banca d’affari svizzera il tasso di cambio euro/dollaro salirà fino a 1,35 nel primo trimestre del 2013. Secondo Barclays la volatilità sul forex è destinata ad aumentare. Il dollaro potrbebe avere qualche margine di ripresa ma solo temporanea. Ubs è ottimista sul dollaro nel lungo periodo e per ora si aspetta movimenti dell’euro/dollaro compresi tra 1,27 e 1,33.

COME INVESTIRE SUL FOREX NEL 2013

Carlo Mariani, responsabile servizi corporate di Saxo Bank, ritiene che la minute della Fed non cambierà molto il quadro generale del dollaro. L’analista è convinto che la Fed sarà costretta a portare avanti il piano di quantitative easing e a monetizzare il debito oltre il 2013. Secondo Mariani il dollaro potrebbe recuperare nel breve fino a 1,25, ma poi tornerà debole con ascesa del rapporto di cambio fino a 1,35.

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