Euro non fallirà secondo Credit Suisse

di ND82 Commenta

Alla Credit Suisse c’è ancora ottimismo sulle possibilità che l’euro esca a testa alta dalla fase di forte incertezza attuale, creata dall’esito inconcludente delle elezioni politiche italiane avvenute il 24 e 25 febbraio

Alla Credit Suisse c’è ancora ottimismo sulle possibilità che l’euro esca a testa alta dalla fase di forte incertezza attuale, creata dall’esito inconcludente delle elezioni politiche italiane avvenute il 24 e 25 febbraio. Insomma, secondo gli esperti della banca d’affari elvetica l’euro supererà anche questa difficile prova come già avvenuto nei mesi precedenti, come ad esempio sul finire del 2011 o la scorsa estate. Brady Dougan, chief executive officer di Credit Suisse, ritiene che “si vede chiaramente che l’euro non è alla fine”.

L’esperto è convinto che “anche le attuali difficoltà legate all’Italia saranno superate”. Il guru della banca elvetica sottolinea, però, che non si può dire con certezza che la sopravvivenza dell’area euro sia ormai garantita. Tuttavia, Dougan precisa che “alcune misure importanti a sostegno dell’euro sono state prese e la realtà mostra che non si può parlare di fine della moneta unica”.

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L’esperto analizza poi il problema attuale dell’incertezza sullo scenario politico italiano. Il guru delle banca svizzera ritiene che si tratta di “un fattore negativo che adesso si fa sentire, ma anche questo fattore più avanti sarà superato”. Ad ogni modo negli ultimi giorni l’euro si è indebolito molto nei confronti del dollaro americano, scendendo fin sotto 1,30 per la prima volta da inizio dicembre scorso. Tuttavia, l’euro non è crollato né sullo yen, né sulla sterlina né sul franco svizzero.

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Intanto, però, continua a salire il dollar index, ormai ai massimi da agosto 2012. Secondo Andrew Wilkinson, chief economic strategist di Miller Tabak a York, “il dollar index sta correndo sul crescente divario di prospettive tra le economie europea ed americana”. L’esperto ritiene che il boom in Europa di disoccupazione e indebitamento, tranne che in Germania, non incoraggia l’apertura di posizione lunghe sulla moneta unica.

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