Ritorno in Borsa Chrysler tra fine 2012 e inizio 2013

di Stefania Russo Commenta

Nel corso di un'intervista rilasciata al Detroit Free Press, Sergio Marchionne ha comunicato che non lascerà la guida...

Nel corso di un’intervista rilasciata al Detroit Free Press, Sergio Marchionne ha comunicato che non lascerà la guida di Fiat prima del 2015, confermando al contempo l’obiettivo di vendita di 6 milioni di auto entro il 2014 e in relazione al quale nei giorni scorsi alcuni analisti hanno espresso dubbi in merito alla sua fattibilità.

FIAT NON RAGGIUNGERÀ TARGET 2014 SECONDO ANALISTI

Marchionne ha inoltre confermato che il ritorno in Borsa di Chrysler dovrebbe avvenire tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, pur ribadendo che questo obiettivo potrà essere raggiunto solo dopo aver siglato un valido accordo sulla quota di proprietà del sindacato e intestata alla finanziaria Veba. A riguardo il negoziato è già stato avviato, tuttavia affinché vengano rispettati i termini previsti per la quotazione è necessario che l’accordo venga raggiunto entro la fine dell’anno.

FIAT AUMENTA PARTECIPAZIONE IN CHRYSLER AL 58,5%

Quel che è certo è che se il numero uno di Fiat e Chrysler riuscirà effettivamente a raggiungere questi obiettivi passerà alla storia come l’uomo che in meno di dieci anni è riuscito a risanare ben due case automobilistiche, prima Fiat e poi Chrysler.

L’intervista rilasciata da Marchionne arriva a pochi giorni dall’ulteriore salita del gruppo torinese nel capitale della società automobilistica americana, che ora detiene quindi una quota del 58,5% nel capitale di Chrysler.

Tra i potenziali rischi che potrebbero contrastare la buona riuscita del piano di Marchionne figura quello derivante dalla crisi del debito sovrano e dal conseguente rallentamento dell’economia europea, nonché le incognite sul prodotto, dal momento che nel corso di quest’anno è previsto il lancio di un solo nuovo prodotto, e gli eventi imprevedibili, come il fiasco dello sbarco sul mercato USA della Fiat 500 (ne sono state vendute 26.294 unità contro le 50.000 previste). Nonostante questo, tuttavia, il manager si è detto ottimista, soprattutto in considerazione del fatto che “il peggio è ormai passato“.

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