Ipotesi dividendo straordinario Eni 2012

di Stefania Russo Commenta

Gli analisti sono concordi nel ritenere che la cessione da parte di Eni della quota detenuta in Snam Rete Gas, che ricordiamo...

Gli analisti sono concordi nel ritenere che la cessione da parte di Eni della quota detenuta in Snam Rete Gas, che ricordiamo avverrà per effetto delle disposizioni contenute nel Decreto sulle liberalizzazioni e che prevede la separazione proprietaria tra l’infrastruttura e i soggetti verticalmente integrati che possono utilizzarla, avrà effetti positivi per il colosso del cane a sei zampe e per i suoi azionisti.

QUOTAZIONE OBBLIGAZIONE ENI DALL’11 OTTOBRE 2011

Tra gli effetti positivi citati dagli analisti figura in primo piano la riduzione dell’indebitamento, che andrebbe praticamente a dimezzarsi in quanto andrebbero sottratti dal debito complessivo, pari a 25,5 miliardi di euro, i 12,2 miliardi di euro di provenienza di Snam Rete Gas. Di conseguenza il rapporto debt-equity passerebbe dallo 0,45-0,5 allo 0,15-0,1.

BILANCIO ENI GENNAIO SETTEMBRE 2011

Tutto questo senza contare i ricavi che l’azienda si troverebbe ad incassare per via della cessione di una parte della sua quota. A riguardo si parla della possibilità che Eni ceda il 32,5% di Snam alla Cassa Depositi e Prestiti, mantenendo al contempo una quota pari al 20%, compatibilmente con quanto stabilito dal decreto.

Se tale ipotesi dovesse andare in porto, Eni si troverebbe tra le mani un ricavo straordinario pari a 3,8 miliardi di euro, circostanza che lascia ipotizzare la possibilità che il gruppo decida di distribuire un dividendo straordinario che senza dubbio farebbe felici i suoi azionisti. Le maggiori risorse finanziarie, inoltre, consentirebbero ad Eni di accelerare anche sul versante degli investimenti, che ricordiamo per il periodo 2011-2014 sono stati fissati a 53,3 miliardi di euro.

I maggiori soldi in cassa, a cui vanno poi aggiunti anche quelli derivanti dalle altre dismissioni già in programma (tra cui figura la rinuncia alla quota del 33% in Galp, per un controvalore pari a 3,2 miliardi di euro), potrebbero accelerare la crescita del gruppo e avvicinare l’obiettivo di due milioni di barili prodotti al giorno, attualmente previsto per il 2014.

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