
Le altre informazioni sul collocamento, come il tasso minimo garantito e eventuali limitazione in termini di ammontare massimo collocabile, verranno rese note nei giorni a ridosso del collocamento.

Le altre informazioni sul collocamento, come il tasso minimo garantito e eventuali limitazione in termini di ammontare massimo collocabile, verranno rese note nei giorni a ridosso del collocamento.

Continua la fase di incertezza sui mercati, nonostante le nuove iniezioni di liquidità promosse dalla Federal Reserve e dalla Bank of Japan. Alcuni analisti finanziari, che non vedono di buon occhio questo genere di politiche monetarie non convenzionali, ritengono che sia in atto una “trappola della liquidità”, mentre i più ottimisti sono convinti che a breve possa tornare l’appetito per il rischio. Finora, però, sui mercati valutari gli investitori stanno acquistando dollari americani e yen, mettendo nuovamente da parte l’euro.


La scorsa settimana il ministro delle Finanze brasiliano Guido Mantenga ha dichiarato che è in corso una “guerra valutaria”. La stessa frase fu pronunciata da mantenga un paio d’anni fa, quando la Fed aumentò l’immissione di liquidità nel sistema per rilanciare la propria economia. Con il lancio del QE3 molti paesi sono ora nervosi nei confronti di Bernanke, che aprendo i rubinetti della liquidità sta chiaramente provando a mantenere debole il biglietto verde. Il Brasile ha reagito con operazioni a mercati aperti vendendo real e comprando dollari.

Più nel dettaglio, nella data sopra indicata verrà collocata la prima tranche di CTZ con decorrenza 28 settembre 2012 e scadenza 30 settembre 2014 (ISIN da attribuire) per un ammontare complessivo compreso tra un minimo di 3.000 milioni e un massimo di 4.000 milioni di euro.

Il meccanismo utilizzato per il collocamento sarà quello dell’asta competitiva, con richieste degli operatori espresse in termini di rendimento.

La quotazione di euro/dollaro resta abbondantemente sotto la soglia di 1,30 ad inizio ottava. Stamattina, poco prima delle ore 8, il tasso di cambio euro/dollaro era a 1,2950, dimostrando ancora una certa debolezza manifestatasi tra l’altro anche nel corso degli ultimi giorni. Dopo aver toccato il massimo più alto degli ultimi 4 mesi a 1,3170, il cambio è sceso fino in area 1,2920 perdendo l’1,93%. A nulla è valso finora l’interventismo delle banche centrali, ma gli analisti finanziari sono pronti a scommettere su una ripresa del cambio nel brevissimo periodo.

Gli esperti, in particolare, hanno sottolineato la flessione di circa diciassette punti percentuali registrata dalla fine di luglio ad oggi dall’indice Ftse Italy Small Cap rispetto all’FTSE Mib, che ha quindi toccato i livelli minimi degli ultimi dieci anni soprattutto a causa di un evidente peggioramento in termini di rapporto prezzo/utile e del rapporto prezzo/book value.

Anzitutto, il colosso energetico deve porre rimedio al suo indebitamento. Al riguardo, gli analisti francesi hanno sottolineato che il problema interessa principalmente l’Italia, dal momento che in America Latina si produce la maggior parte del flusso di cassa, ricordando che questo problema ha portato il management a tagliare il dividendo e a ridurre il suo payout dal 60% al 40%.

A questo bisogna poi aggiungere l’elevato indebitamento della maggior parte delle società che operano nel settore, una crescita bassa e il rischio di misure controproducenti a livello politico.