“Trappola per tori” su Euro/Dollaro

La seduta di ieri è stata molto simile a quella di sette giorni prima, quando a seguito della notizia degli aiuti alle banche spagnole avvenne un’ampia apertura in gap up e poi un crollo delle quotazioni. Ieri l’euro ha rivissuto la stessa esperienza, creando i presupposti per una vera e propria “trappola per tori” (bull trap), ingannando gli investitori che ritenevano possibile un’inversione del trend dopo la vittoria alle elezioni greche di un partito pro-euro. In realtà, il cambio euro/dollaro è passato da area 1,2750 circa a poco sopra 1,2550.

Generali Assicurazioni alternative all’aumento di capitale

Dopo l’arrivo del nuovo amministratore delegato Mario Greco, per Generali Assicurazioni si è aperto un nuovo capitolo. L’uscita di scena di scena di Giovanni Perissinotto ha portato gli analisti a credere nella possibilità che la compagnia triestina decida di lanciare un nuovo aumento di capitale per risollevare il suo patrimonio.

Un’operazione di ricapitalizzazione, che ricordiamo era stata categoricamente esclusa da Perissinotto, appare come la soluzione più semplice ed efficace.

Snam in rialzo per interesse dei fondi arabi

Nonostante l’andamento negativo dei principali indici azionari del listino milanese, che nel primo pomeriggio arrivano a cedere oltre due punti percentuali, il titolo Snam continua a viaggiare in territorio positivo.

Ad influire positivamente sull’andamento del titolo dell’azienda attiva nel settore del trasporto di gas naturale sono soprattutto le indiscrezioni circolate nel corso delle ultime ore e che parlano di un interessamento da parte di alcuni fondi arabi verso i pacchetti del 5% di Snam che Eni metterà sul mercato per scendere dall’attuale 50%.

Investimenti alternativi all’euro

Allo stato attuale non esiste alcuna certezza sulla crisi dell’euro, è impossibile prevedere se finirà, se migliorerà o se peggiorerà. Per questo motivo sempre più investitori stanno spostando i propri investimenti fuori dai confini nazionali, in altre parole stanno puntando i loro risparmi su strumenti e prodotti che non hanno nulla a che fare con la moneta unica.

Questa tendenza indica un vero e proprio stravolgimento della situazione rispetto a qualche anno fa. Circa dieci anni fa, infatti, inserire nel proprio portafoglio di investimenti una piccola quota di azioni nei paesi emergenti appariva come una mossa innovatrice ed eccentrica. Oggi un portafoglio ben diversificato deve necessariamente includere una quota di questo tipo.

Partito pro-euro vince elezioni in Grecia

C’era grande attesa per il voto in Grecia e ieri sera sono arrivati i risultati definitivi, che potrebbero segnare una svolta nell’intera zona euro. Le elezioni politiche in Grecia hanno visto prevalere il partito di centro-destra Nea Dimokratia, guidato da Samaras, che è favorevole alla permanenza di Atene nell’euro e a rispettare gli impegni con la troika. Viene sconfitto, seppur di poco, il partito di estrema sinistra Syriza che comunque ha ottenuto quasi il 27% dei voti rispetto al 29,66% di Nea Dimokratia.

Previsioni Sterlina giugno 2012

La Bank of England e il Tesoro UK sono scese in campo con decisione, con una mossa necessaria per salvaguardare il sistema bancario dalla crisi dell’euro e rilanciare l’economia. Londra metterà sul piatto almeno 80 miliardi di sterline per finanziare le banche con un prestito a tasso agevolato, che sarà concesso in cambio di garanzie collaterali molto diversificate. Il prestito, seppur simile alle aste LTRO della BCE, ha una durata maggiore (4 anni anziché 3) ed è condizionato al fatto che le banche concedano il credito solo alle famiglie e alle imprese (“funding for lending”).

Giudizio analisti titolo Luxottica giugno 2012

Il titolo Luxottica è stato forse uno dei pochi che è riuscito a rimanere indenne nonostante le tempeste finanziarie che si sono abbattute sui listini nel corso degli ultimi anni: ad oggi, infatti, viaggia sugli stessi livelli di prezzo di luglio 2007, cioè del periodo immediatamente precedente all’esplosione di una crisi che ha letteralmente sconvolto le piazze internazionali.

Un’ottima performance, dunque, accompagnata anche da fondamentali eccellenti, come dimostrano non solo i risultati registrati nel corso degli ultimi anni ma anche e soprattutto le previsioni per l’esercizio 2012, durante il quale si prevede si riusciranno a cogliere i primi frutti degli sforzi fatti soprattutto negli ultimi cinque anni.

Stacco dividendi luglio 2012

Sebbene la maggior parte delle società quotate a Piazza Affari ha già distribuito ai propri azionisti il dividendo relativo all’esercizio 2011, la stagione dei dividendi non può ancora dirsi conclusa.

Alcune società quotate sul listino milanese, infatti, staccheranno la cedola destinata agli azionisti durante il mese di luglio. Il numero di quelle che hanno scelto questo mese per distribuire il dividendo ai loro azionisti è però comunque notevolmente inferiore rispetto a quelle che hanno invece scelto di farlo a maggio e a giugno.

Azioni italiane da comprare secondo gli esperti

Nei giorni scorsi il listino milanese ha toccato nuovi minimi storici, ma il trend negativo registrato nel corso delle ultime settimane in realtà non ha stupito più di tanto. La recessione è in atto e la crisi a livello europeo non accenna a mostrare segnali incoraggianti, per cui l’andamento al ribasso è ampiamente giustificato.

Sotto quest’ottica, dunque, la borsa italiana è tutt’altro che conveniente, soprattutto se si considera il livello molto basso del rapporto prezzo/utili della maggior parte dei titoli italiani.

Produzione OPEC invariata a 30 milioni di barili

C’era grande attesa ieri sera per la comunicazione ufficiale da parte dei vertici dell’OPEC, cioè l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, sul livello di produzione giornaliera di petrolio. Dopo le ore 20 italiane si è saputo che il tetto di produzione collettivo era stato mantenuto invariato a 30 milioni di barili al giorno (mbg), lo stesso livello di output deciso a dicembre 2011. Il segretario generale dell’OPEC, Abdallah El Badri, ha invitato tutti i paesi membri del cartello ad aderire a tale quota.