Alitalia, perché tanta resistenza su Claudio Lotito?

di Valentina Cervelli Commenta

La questione Alitalia, tra rinvii e proclami è diventata quasi una barzelletta e, nonostante le rassicurazioni iniziali, non sembra che si stia dando a Claudio Lotito ed alla sua proposta l’attenzione che merita: perché tanta resistenza?

Il problema dell’intera questione langue non su rifiuti o paletti che vengono posti in seguito allo studio di offerte e proposte, ma sul potere che la politica ha avuto e continua ad ottenere. La situazione, per essere compresa davvero nella sua “tragicità” deve essere vista con gli occhi il più possibili ripuliti da interferenze: Alitalia è un vettore in perdita, la cui cordata precedente non ha più il controllo. Vi sono dei commissari che grazie ad un “prestito ponte” (che l’attuale Governo vuole trasformare in partecipazione nel capitale, N.d.R.), in attesa di offerte vincolanti stanno facendo funzionare la compagnia, riuscendo parzialmente a migliorarne la condizione.

Ma la richiesta è quella di stringere i tempi: presto offerte vincolanti o svendita. E’ qui che la politica entra in ballo: da una parte chi non sa nulla parla a sproposito e dall’altra chi dovrebbe parlare continua a prorogare. Attualmente, da quel che si sa, manca un partner commerciale necessario per concludere. Certo, Atlantia sarebbe stata l’ideale ma anche qui la politica ha complicato le cose portando ad un allontanamento.

Arriva quindi Claudio Lotito che vuole informazioni sui conti per poter partecipare alla cordata. Sarebbe giusto porlo nelle condizioni di tutti gli altri interessati dell’ultimo minuto, come i potenziali fondi interessati e citati come scusa per poter prorogare ancora di un mese la consegna delle offerte vincolanti. E invece no, mediaticamente parte il gioco del “non mi piace” su base politica, il quale porta ovviamente anche un partner come Delta a rimanere freddo nelle reazioni.

Cosa indica questo? Che al contrario di quel che viene sottolineato, non si pensa al bene della compagnia ed al consumatore, che in questo limbo non fa altro che perdere soldi in attesa di perderne di più direttamente e non come cliente, una volta che lo Stato sarà parte della cordata. Davvero vale la pena dire subito no a imprenditori come Lotito?

 

 

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