
A rivelarlo è uno studio di Morgan Stanley, secondo cui un apprezzamento della moneta unica europea del 10% comporta una riduzione degli utili delle società quotate del 3% circa.

A rivelarlo è uno studio di Morgan Stanley, secondo cui un apprezzamento della moneta unica europea del 10% comporta una riduzione degli utili delle società quotate del 3% circa.

Mercoledì 6 febbraio, ricordiamo, il Consiglio di amministrazione di Terna si riunirà per l’approvazione dei risultati preliminari relativi all’esercizio 2012 e degli obiettivi del piano 2013-2017.

In particolare, gli analisti della banca d’affari francese continuano ad apprezzare la strategia adottata dal gruppo, consistente in una maggiore focalizzazione sul segmento premium, tuttavia sono scettici in merito ai volumi di vendita e ritengono che con ogni probabilità il management del gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera rivedrà gli obiettivi di medio termine subito dopo la pubblicazione dei risultati realizzati nel corso dell’esercizio 2012.

Sul forex sembra sia iniziata la fase di ritracciamento per l’euro, che nelle ultime settimane ha messo in piedi un robusto rally. In attesa della riunione della Bce, che deciderà sui tassi di interesse, e del Consiglio europeo, chiamato alla prova del bilancio comunitario 2014-2020, il tasso di cambio euro/dollaro ha innescato la retromarcia spingendosi fino a 1,3550. Venerdì il cambio era volato fino a 1,3710, toccando il massimo più alto da novembre 2011. L’euro perde colpi anche contro yen, sterlina e franco svizzero.

Ad influire negativamente sull’andamento del titolo dell’istituto bancario è soprattutto il downgrade arrivato questa mattina dagli analisti di UBS, che hanno comunicato di aver tagliato il rating sul titolo da “buy” a “neutral”.

Gennaio 2013 è stato il mese della consacrazione della forza dell’euro sui mercati valutari. Tuttavia, si tratta di una vittoria di Pirro, in quanto l’eccessivo apprezzamento della moneta unica rischia seriamente di stroncare definitivamente le già flebili speranze di crescita dell’area euro. Secondo gli esperti di Société Générale, “Mario Draghi è stato l’uomo dell’anno 2012, ma potrebbe perdere la sua corona se la corsa dell’euro soffocherà l’economia”. La maggior parte degli analisti crede che la forza dell’euro sia destinata a perdurare nel breve periodo.

Il trend positivo dello scorso anno dovrebbe continuare anche durante tutto il 2013, come testimoniato dal rialzo del 4,3% circa messo a segno dallo stesso indice dall’inizio dell’anno ad oggi, tuttavia chi volesse investire in questo settore deve prestare particolare attenzione nella scelta dei titoli su cui puntare.

Gli esperti di UBS, in particolare, hanno alzato il target price sul titolo da 5,2 a 6,3 euro e le stime di ebit del 2-10%, confermando al contempo la raccomandazione “neutral”. La decisione è stata presa sulla base dei minori impegni di finanziamento per la joint venture con Ericsson e della forza del core business.

Il mese di gennaio 2013 è stato molto negativo per lo yen. La valuta giapponese si è svalutata praticamente contro tutte le principali divise mondiali, a seguito dell’annuncio del nuovo piano di stimolo monetario varato dalla Bank of Japan e dell’aumento del target di inflazione al 2%. Già a partire da inizio dicembre scorso lo yen aveva iniziato a perdere valore, sulle aspettative di vittoria alle elezioni politiche del 16 dicembre del leader nazionalista del centro-destra Shinzo Abe, che aveva dichiarato più volte di voler combattere con decisione la deflazione.

Per quanto riguarda l’istituto bancario, in particolare, a poco meno di mezz’ora dall’apertura della seduta il rialzo registrato è di oltre quattordici punti percentuali, una pioggia di acquisti da ricondurre alle indiscrezioni di stampa pubblicate sul quotidiano La Repubblica, secondo cui i vertici starebbero lavorando alla trasformazione della banca in una SpA governata attraverso il sistema duale.