
L’ultimo, ma solo in ordine di tempo, è quello arrivato questa mattina dagli analisti di Goldman Sachs, che hanno comunicato di aver abbassato il rating sul titolo Saipem da “buy” a “neutral” e il target price da 35 a 22 euro.

L’ultimo, ma solo in ordine di tempo, è quello arrivato questa mattina dagli analisti di Goldman Sachs, che hanno comunicato di aver abbassato il rating sul titolo Saipem da “buy” a “neutral” e il target price da 35 a 22 euro.

Da qualche giorno il franco svizzero è tornato ad apprezzarsi con decisione, quando ormai sembrava destinato a seguire le orme dello yen in uno scenario di mercato caratterizzato da un forte appetito per il rischio e dalla svalutazione delle cosiddette “monete rifugio”. In realtà il franco resta ancora un porto sicuro che gli investitori faticano a liquidare completamente, anche se l’attuale contesto di mercato è molto favorevole all’assunzione di maggiori rischi. Il tasso di cambio euro/franco svizzero è sceso oggi sui minimi degli ultimi sette giorni a 1,2334, allontanandosi dai massimi di periodo.

L’utile della gestione ordinaria è stato di 2,07 miliardi, in crescita del 23,3% rispetto allo scorso anno, mentre i ricavi sono cresciuti del 6,2% a 25,8 miliardi di euro. Su tale risultato, ha spiegato la società, ha influito positivamente soprattutto la forte crescita registrata nel business delle macchine per l’agricoltura, che è riuscita a compensare le condizioni di mercato più deboli degli altri business.

La seduta di ieri è stata caratterizzata dall’inaspettata frenata dell’economia americana, che ha sperimentato una flessione dello 0,1% nel quarto trimestre del 2012. La flessione non era stata prevista dagli analisti, che si aspettavano un moderato incremento del pil dell’1%. Nel trimestre precedente era avvenuta una crescita del 3,5% su base annua. Il calo del pil su valori negativi non si verificava ormai da quando il paese è uscito dalla recessione, ovvero da oltre tre anni. Il risultato, però, è stato condizionato da eventi di natura straordinaria.

Ad influire positivamente sull’andamento del titolo è senza dubbio il contenuto del comunicato stampa diffuso ieri in serata dal gruppo, che sulla base dei risultati preliminari avrebbe registrato nel corso del 2012 un fatturato che per la prima volta ha superato i sette miliardi di euro.

Sul mercato delle valute non si ferma la corsa al rialzo dell’euro, che anche oggi mette a segno performance al dir poco entusiasmanti. In attesa delle decisioni della Federal Reserve in tema di politica monetaria, che saranno comunicate questa sera alle ore 20.15 italiane, sul forex il tasso di cambio euro/dollaro continua a macinare guadagni raggiungendo il massimo più alto da inizio dicembre 2011 a 1,3560. L’allungo di oggi è stato generato dal breakout rialzista della resistenza di 1,35. Il prossimo target è ora posto tra 1,3570 e 1,36.

Il rapporto di copertura, dato dalla differenza tra ammontare offerto e ammontare richiesto, si è attestato a 1,32 rispetto all’1,47 registrato in occasione dell’asta di BTP decennali dello scorso mese. In calo anche il rendimento, passato al 4,17% rispetto al 4,48% di dicembre.

L’upgrade è stato deciso a fronte delle potenzialità della società sul fronte della creazione di valore, uno scopo che potrà essere perseguito attraverso due distinte strade, ossia un recupero dei margini nell’ambito dell’attività food & beverage e la possibilità di trarre maggiore valore dalle attività nell’ambito del turismo.

Per quanto riguarda lo scorso anno, in particolare, la società attraverso una nota ha spiegato che, soprattutto a causa di negoziazioni su variazioni contrattuali nel business E&C e di un rallentamento delle attività E&C rispetto alle attese durante l’ultimo trimestre, è previsto per il 2012 un Ebit pari a circa 1,5 miliari di euro, ossia del 6% circa inferiore a quanto precedentemente annunciato, nonché un utile netto di circa 900 milioni di euro.

L’indice azionario americano Dow Jones ha chiuso la seduta di ieri con un progresso dello 0,52% a 13.954,42 punti. L’indice ha toccato un massimo intraday a 13.969,99 punti, ovvero il livello più alto da novembre 2007. Ormai il Dow Jones è a un passo dal raggiungimento di precedenti massimi storici di 14.198,10 punti, toccati a ottobre 2007 poco prima che scoppiasse la bolla dei mutui subprime e avvenisse il crollo dei mercati globali. A spingere al rialzo il listino americano sono stati ieri soprattutto i titoli petroliferi e farmaceutici.