
Il meccanismo utilizzato per il collocamento sarà quello dell’asta competitiva, con richieste degli operatori espresse in termini di rendimento.

Il meccanismo utilizzato per il collocamento sarà quello dell’asta competitiva, con richieste degli operatori espresse in termini di rendimento.

La quotazione di euro/dollaro resta abbondantemente sotto la soglia di 1,30 ad inizio ottava. Stamattina, poco prima delle ore 8, il tasso di cambio euro/dollaro era a 1,2950, dimostrando ancora una certa debolezza manifestatasi tra l’altro anche nel corso degli ultimi giorni. Dopo aver toccato il massimo più alto degli ultimi 4 mesi a 1,3170, il cambio è sceso fino in area 1,2920 perdendo l’1,93%. A nulla è valso finora l’interventismo delle banche centrali, ma gli analisti finanziari sono pronti a scommettere su una ripresa del cambio nel brevissimo periodo.

Gli esperti, in particolare, hanno sottolineato la flessione di circa diciassette punti percentuali registrata dalla fine di luglio ad oggi dall’indice Ftse Italy Small Cap rispetto all’FTSE Mib, che ha quindi toccato i livelli minimi degli ultimi dieci anni soprattutto a causa di un evidente peggioramento in termini di rapporto prezzo/utile e del rapporto prezzo/book value.

Anzitutto, il colosso energetico deve porre rimedio al suo indebitamento. Al riguardo, gli analisti francesi hanno sottolineato che il problema interessa principalmente l’Italia, dal momento che in America Latina si produce la maggior parte del flusso di cassa, ricordando che questo problema ha portato il management a tagliare il dividendo e a ridurre il suo payout dal 60% al 40%.

A questo bisogna poi aggiungere l’elevato indebitamento della maggior parte delle società che operano nel settore, una crescita bassa e il rischio di misure controproducenti a livello politico.

Continua il rally spettacolare della sterlina contro il dollaro americano. Stamattinail tasso di cambio sterlina/dollaro è salito sopra 1,63, toccando il livello più alto da settembre 2011 a 1,6308. A dare slancio al cable sui mercati valutari è stata la diffusione del dato relativo all’indebitamento netto britannico nel settore pubblico. Il risultato è stato migliore delle attese degli analisti finanziari. Infatti, ad agosto il saldo negativo – escluso gli interventi nel settore finanziario – si è attestato a 14,4 miliardi di pound.

Gli azionisti Eni dunque, già la prossima settimana intascheranno un anticipo sul dividendo relativo all’esercizio in corso. Il saldo, come di consueto, verrà corrisposto nel corso della prima parte del prossimo anno, dopo che il Consiglio di amministrazione avrà deliberato l’ammontare complessivo della cedola a seguito dell’esame e dell’approvazione dei risultati realizzati nel corso dell’intero anno.

Dopo il rally estivo il tasso di cambio euro/dollaro è riuscito a consolidare i guadagni fino a metà settembre, poi da qualche giorno sono scattate importanti prese di beneficio che comunque non hanno messo in pericolo la solidità del trend rialzista di breve-medio periodo. Il cambio euro/dollaro è salito fino in area 1,3170 il 16 settembre, a seguito di una lunga cavalcata al rialzo iniziata dai minimi di fine luglio scorso in area 1,2040. Da allora c’è stato un apprezzamento del cambio del 9,4% circa.

La performance estremamente negativa registrata nella seduta odierna dalle principali banche quotate sul listino milanese arriva a pochi giorni dalla revoca del divieto di vendite allo scoperto sui titoli del comparto finanziario da parte della Consob dopo lo stop imposto lo scorso 27 luglio, andando quindi a riaccendere il dibattito sugli effetti negativi dello short selling in tema di volatilità del mercato.

Le rettifiche su crediti sono risultate pari a 134,2 milioni di euro, in crescita rispetto ai 100,3 milioni di euro dell’esercizio precedente, soprattutto per via dei maggiori accantonamenti nel comparto wholesale.