La Gran Bretagna prepara le procedure per uscire dall’Unione europea dopo il referendum di una settimana fa, che ha sancito la vittoria del leave e dunque della Brexit.

La Gran Bretagna prepara le procedure per uscire dall’Unione europea dopo il referendum di una settimana fa, che ha sancito la vittoria del leave e dunque della Brexit.

Il verdetto del Referendum è: vittoria della Brexit. Una vittoria che ha letteralmente ribaltato gli ultimi sondaggi, dal momento che i cittadini inglesi hanno scelto di lasciare l’unione europea. Il “Leave” si è attestato al 51,9% contro il 48,1% del “Remain“.

Continua di gran carriera il rally della sterlina nel giorno in cui il Regno Unito è alle urne per il referendum sulla Brexit.

Durante la giornata di martedì il cambio euro/dollaro è stato respinto da quota 1,1350 e ha accusato una brusca correzione, con le quotazioni che sono scese in area 1,1250-1,1240.

La vigilia del referendum che potrebbe sancire l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, oppure confermarla tra i Paesi membri, è poco tormentata. I mercati procedono verso un cauto rialzo, soprattutto in virtù delle ultime indicazioni.

Settimana della verità per la Brexit. La Gran Bretagna uscirà dall’Ue o propenderà per il remain? Lo sapremo giovedì 23 giugno, subito dopo il referendum che chiama al voto i cittadini della nazione.

La sterlina recupera in un mercato che in giornata ha pagato il ribasso delle quotazioni di Brexit, a seguito anche dell’uccisione in Gran Bretagna della deputata laburista e attivista pro Ue Jo Cox, che ha portato alla sospensione della campagna referendaria.

Il cambio euro-dollaro EUR/USD è diminuito bruscamente in seguito all’ottimo report dei Non-Farm Payrolls negli Usa.

Sono tanti, attualmente, i timori dei trader sul mercato del Forex. Timori che, naturalmente, influenzano il mercato. Timori che riguardano lo Yen, la Fed, la Brexit, le materie prime.

In Italia il patrimonio degli Etf, Exchange traded fund, sta evidenziando una rapida crescita che non ha accennato a flessioni neanche durante il forte periodo di crisi finanziaria del 2008-2009.