
Ferragamo, ricordiamo, ha raccolto dall’Ipo circa 344 milioni di euro ricevendo offerte complessive pari a 3,6 volte l’offerta iniziale.

Ferragamo, ricordiamo, ha raccolto dall’Ipo circa 344 milioni di euro ricevendo offerte complessive pari a 3,6 volte l’offerta iniziale.

Cucinelli ha spiegato che l’azienda ha preso la decisione di quotarsi alla Borsa di Milano, paese che ama e in cui vive, soprattutto dopo gli ottimi risultati registrati nel corso dell’ultimo anno, al termine del quale è stata registrata una crescita del 28%.

In ogni caso si tratterebbe comunque di un risultato positivo in quanto superiore rispetto al risultato registrato nel precedente esercizio, archiviato con profitti pari a 400 milioni di euro.

Ad influire negativamente sull’andamento del titolo è stata soprattutto la valutazione negativa arrivata poche ore fa da Citigroup, che ha comunicato di aver rivisto al ribasso il target price da 2 a 1,40 euro, confermando al contempo il giudizio negativo “sell”.

Mediante un comunicato diffuso nei giorni scorsi, infatti, TerniGreen, che fa parte del gruppo Terni Research a sua volta società controllante di TerniEnergia, ha reso noto che il Consiglio di amministrazione ha approvato il progetto di quotazione delle azioni ordinarie della società sul sistema di negoziazione AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa Italiana.

Lo sbarco dovrebbe arrivare tra la fine dell’anno in corso e l’inizio del prossimo anno, tuttavia nel corso delle ultime ore è stato ipotizzato un possibile slittamento o annullamento dell’Ipo alla luce della notizia secondo cui il colosso francese dell’aerospazio Safran sarebbe intenzionato ad acquisire il gruppo italiano verso il pagamento di una somma che si aggira intorno ai 4 miliardi di euro.

Per ora, tuttavia, si tratta solo di una possibilità al vaglio della società. Lo stesso amministratore delegato, infatti, ha spiegato che ulteriori informazioni in merito probabilmente potranno essere fornite durante gli ultimi mesi del 2011.

Secondo quanto rivelato dal quotidiano, dunque, l’azienda avrebbe dato mandato a Mediobanca di individuare le alternative strategiche in grado di massimizzare ricavi e redditività dell’impresa sia nel medio che nel lungo periodo.