Aumento spread mutui 2011-2012

di Stefania Russo 5

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Tra le conseguenze della crisi del debito sovrano figura un rovesciamento delle previsioni relative ai tassi di interesse. Fino a soli pochi mesi fa, infatti, la Banca centrale europea aveva lasciato ipotizzare un rialzo dei tassi fino al 2% entro i primi mesi del 2012, mentre ora gli analisti parlano di un più che probabile taglio di almeno un quarto di punto percentuale entro la fine dell’anno in corso.

Questa è sicuramente una buona notizia per chi sta pagando un mutuo a tasso variabile, mentre la situazione appare meno florida per chi un mutuo lo deve accendere, in quanto alla luce delle nuove previsioni sui tassi di interesse la maggior parte delle banche è già corsa ai ripari.

QUANTO COSTA UN MUTUO

Come ha evidenziato una recente indagine condotta da CorrierEconomia con la collaborazione di MutuiOnline, infatti, la situazione di forte incertezza ha spinto diverse banche ad aumentare lo spread in modo lieve sui finanziamenti a tasso variabile e in modo più marcato su quelli a tasso fisso.

QUALI SONO I TASSI DEI MUTUI

Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline, ha affermato che nel corso degli ultimi tre mesi gli spread sono aumentati mediamente di 10 centesimi sui mutui a tasso variabile e di 30 centesimi sui mutui a tasso fisso, aggiungendo che si tratta di un fenomeno destinato inevitabilmente ad accentuarsi nel corso dei prossimi mesi, soprattutto in considerazione del fatto che alcune delle banche italiane più importanti si sono già mosse in questa direzione. Si tratta di Banca Intesa, che proprio in questi giorni sta rivedendo le sue politiche sui tassi di interesse, e Unicredit, che ha invece portato lo spread massimo a 350 punti.

La modifica delle condizioni da parte delle banche è chiara se si confrontano gli spread applicati dagli istituti di credito la scorsa primavera e gli spread applicati oggi. Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso la variazione meno marcata è quella applicata dal Greuppo Bipiemme, pari allo 0,05%, mentre la modifica più evidente è quella di un punto percentuale applicata da Intesa Sanpaolo. Per quanto riguarda il tasso variabile, invece, le variazioni oscillano da un minimo dello 0,10% (Ing Direct) ad un massimo dello 0,70% (Che Banca!).

Commenti (5)

  1. Me lo confermava anche un consulente di http://www.mutuisupermarket.it, la situazione è in veloce divenire, le aspettative su Euribor e IRS sono in ribasso mentre gli spread sono previsti in forte rialzo. Al momento le due variazioni si bilanciano a livello di tassi finiti, ma non appena gli indici riprenderanno a crescere saranno dolori.

  2. Per il momento il bilanciamento tra spread in salita e tassi in discesa rende i tassi finiti stabile, ma è comunque un segnale poco positivo, perchè non appena i tassi riprenderanno a salire saranno dolori. Fortunatamente un consulente di http://www.mutuisupermarket.it mi diceva che si potrà sempre rinegoziare lo spread con la propria banca, benchè sia stato fissato a contratto.

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