Crisi euro e crollo mercati azionari

di Lucia Guglielmi 2

Sono molte le variabili, non solo di natura speculativa, che premono nella direzione per cui l’euro non sia più la moneta rappresentativa di Paesi troppo diversi tra loro.

Un cortocircuito finanziario e valutario di proporzioni, dimensioni e gravità rilevanti. Questo è quello che da qualche mese a questa parte rischia tutta l’Eurozona. Sono molte le variabili, non solo di natura speculativa, che premono nella direzione per cui l’euro non sia più la moneta rappresentativa di Paesi, quelli europei appunto, che sono tra di loro diversi, troppo diversi.

Da un lato c’è il rigore della Germania, dall’altro la situazione disastrata e disastrosa della Grecia che ora, stando alle ultime notizie, mira a indire un referendum popolare per conoscere la posizione dei cittadini in merito alle nuove tranche di aiuti che, provenienti dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Unione Europea, dovranno scongiurarne il default.



FMI PROMUOVE IL GOVERNO ITALIANO

Di riflesso sui mercati azionari, dopo qualche seduta di rimbalzo tecnico, la tempesta continua con vendite diffuse a partire dai titoli bancari, così come la bufera continua sui titoli di Stato dei Paesi periferici dell’Eurozona. Sotto attacco in questo momento, come non mai, c’è proprio l’Italia con i Btp che, sulla curva a dieci anni, oggi hanno sfondato la soglia di spread di 440 punti base rispetto al Bund.

CRISI EURO E DEBITI SOVRANI

La cosiddetta soglia di non ritorno sui tassi di interesse a dieci anni, è fissata da molti analisti al 7%, un rendimento da offrire sui titoli pubblici che potrebbe creare gravi ripercussioni sulla sostenibilità del debito. Ma i principali esponenti dell’attuale Governo italiano hanno già fatto sapere che l’Italia di questi problemi non ne ha, e che saprà resistere alla tempesta aggravatasi oggi proprio con la decisione della Grecia di indire un referendum sugli aiuti dell’Ue e dell’FMI.

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